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Presidi Slow Food a Bcn

RF  2008-05-03 

vivere 

bere 

Quinzena dels Baluards Italians Slow Food a Barcelona.

Dal 7 al 21 maggio 2008, l?Associazione Slow Food Manuel Vázquez Montalbán di Barcellona organizza la 2º Quinzena dels Baluards Italians Slow Food (La quindici giorni dei presidi italiani Slow Food).
Vi partecipano ben dodici tra i migliori ristoranti italiani della città, ognuno dei quali ha scelto uno o più prodotti protetti dall?Associazione Slow Food e li propone, per quindici giorni, nel proprio menú.
Consultare il dossier Slow Food per i dettagli sui prodotti e sulle ricette.
Per approfondimenti, Web: http://www.barcelona.slowfood.es/
I ristoranti che aderiscono all?iniziativa sono i seguenti:

Al Contadino sotto le stelle
Gràcia ? c./ Saragossa 23 - Tel 93 418 9589

Antica Piada
Barceloneta

Els Napolitans
Eixamples c./ Diputacio 3 - Tel 93 539 3058

Enoteca d?Italia
Gràcia ? c. / Santa Magdalena 7 - Tel 93 368 2849

Gravin
Born - Rera Palau, Tel 93 268 4628

Il Vizietto
Sant Gervasi ? c./ Ganduxer 16 - Tel 93 414 3104

Inmortales
Sant Gervasi ? c. / Sagues 25 - Tel 93 202 3579

Sesamo
Raval c. / Sant Antoni abat 52 - Tel 93 441 6411

Specchio Magico
Gràcia ? c./ Luis Antunez 3 - Tel 93 415 3371

Tacabanda
Gràcia ? c./ Torrent de l?Olla 64 - Tel 93 210 4516

Xemei
Montjuïc - Passeig de l?Exposicio 5 - Tel 93 553 5140

Z'Alia
Gràcia - Carrer Torres 5 - Tel 93 210 3654

Saló Biocultura
Palau Sant Jordi
Barcellona
Dall?8 all?11 maggio 2008.
Web: http://www.biocultura.org

Si ricorda inoltre la partecipazione di Carlin Petrini, presidente di Slow Food International, al Saló Biocultura, in programma a Barcellona dall?8 all?11 maggio.
La manifestazione, nell?edizione d quest?anno, si occupa della lotta ai prodotti transgenici, all?egemonia delle grandi multinazionali dell?alimentazione e ai brevetti su prodotti naturali che da millenni sono patrimonio di tutta l?umanità.
La conferenza di Carlin Petrini su "Un altro ritmo di vita" è prevista per domenica 11 maggio e sarà seguita dall?intervento di Josep Pàmies, presidente di Slow Food Catalunya, sull?importante ruolo della Stelvia, pianta medicinale utilizzata nella cura del diabete, simbolo della lotta contro i brevetti e le esclusive delle grandi multinazionli farmaceutiche e dell?alimentazione.
 

Dones: Els camins de la llibertat

RF Web Ajuntament Bcn  2008-04-26 

cultura 

costumi 

"Dones: Els camins de la llibertat" (Donne. I sentieri della libertà)
Museu d'Història de Catalunya
Pl. de Pau Vila, 3 (Palau de Mar)
Barcelona

Il Museu d'Història de Catalunya rimemora in questa mostra, che raccoglie circa 300 oggetti originali, la lotta delle donne per le libertà e i diritti civili.
Attraverso cartelli, fotografie, libri, documenti e altri oggetti, l?esposizione ripercorre i momenti importanti del movimento femminista internazionale.
La parte centrale dell?istallazione è costituita dalla sezione "Feminismes a Catalunya"(Femministe in Catalogna), che ricorda il femminismo sociale e culturale che predominava a Barcellona all?inizio del XXº secolo. L?esposizione testimonia la lunga storia della conquista dei diritti delle donne, un ricco itinerario storico in chiave di protagonismo femminile, che oltre alla lotta per i diritti civili, ricorda l'atteggiamento critico delle donne verso le autorità politiche e religiose, la creazione di spazi di libertà per l?azione politica femminile.



 

Una vida a la Seat

RF Web Ajuntament Bcn  2008-04-26 

arte 

esposizioni 

"Una vida a la Seat" (Una vita alla Seat)
Biblioteca Francesc Candel
Carrer Amnistia Internacional 10
Sants-Montjuïc
Barcellona.

Una quarantina di fotografie del fondo Prieto-Rius, in esposizione presso la Biblioteca Francesc Candel, illustrano la vita di fabbrica alla Seat della Zona Franca di Bcn tra gli anni ?50 e la fine degli anni ?70.
Attraverso fotografie, documenti e oggetti quotidiani viene ricostruita la vita della famiglia Prieto-Rius in un luogo singolare come una grande fabbrica, alla periferia della città, circondata da campi e fattorie ora scomparse.
Le immagini sono state organizzate in cinque ambiti tematici: la famiglia, la fabbrica, l?immaginario, il desiderio e il tempo libero.
La famiglia fu testimone dela nascita della prima Seat 600, delle varie trasformazioni delle istallazioni, delle visite del generale Franco e dei primi scioperi.




 

Julio Ubiña, fotògraf

RF Web Palau Robert Bcn  2008-04-26 

arte 

esposizioni 

Julio Ubiña, fotògraf (1921 - 1988)
Palau Robert Barcellona
Dal 28 marzo al 25 maggio 2008

Fino al 25 maggio il Palau Robert dedica una personale al fotografo Julio Ubiña.
Dopo aver frequentato varie facoltà dell?Università di Barcellona (Diritto, Chimica, Ingegneria), Ubiña iniziò a dedicarsi alla fotografia alla fine degli anni '40.
Con la sua Leica MP-135, fedele compagna di viaggio, cominciò a collaborare con il gruppo di reporter della Gaceta Ilustrada e con la nota rivista Paris Match. Lavorò anche per le riviste Stern e Life, realizzando importanti reportage: Congo, Angola, Giordania, il viaggio di Paolo VI in Terra Santa.
Si interessò all'illustrazione di libri, collaborando spesso con Oriol Maspons: tra i titoli più significativi ricordiamo ?"Toreo de salón" di Cela; "Un poeta en Nueva York" di García Lorca e una guida di Barcellona.
Il suo spirito inquieto lo incoraggia a sperimentare nuove metodologie di lavoro fotografico: cambia l?immediatezza, la mancanza di tempo per pianificare la foto e la decisione dello scatto da prendere rapidamente, in pochi secondi, con la calma e la capacità di vedere la foto già risolta al momento dello scatto.
Attraverso la fotografia pubblicitaria scopre gli spot e i cortometraggi e inizia una prolifica attività di produzione che lo porta alla creazione di uno dei primi laboratori per fotografi professionisti a Barcellona.
Negli ultimi anni, ormai ritiratosi dalla professione attiva, non rinunciava alle sue passeggiate per la città, in compagnia della fedele Leica, in cui si dedicava a carpire ritratti tra la gente, con un impercettible clic. Da questa ricerca nasce la serie "espectres" (spettri).
 

Magnum. 10 seqüències

RF Web Cccb Bcn  2008-04-23 

arte 

esposizioni 

Magnum. 10 seqüències (sequenze)
Centre de Cultura Contemporània di Bcn
Dal 23 Aprile al 7 Settembre 2008

Il Centre de Cultura Contemporània (Cccb) di Barcellona presenta l?esposizione "Magnum. 10 seqüències". Il cinema nell?immaginario della fotografia, una mostra co-prodotta dalla Cinémathéque Française e dal Cccb di Bcn, con la collaborazione dell?agenzia Magnum.
Dieci fotografi dell?agenzia Magnum evocano l?influenza del cinema nel proprio immaginario. L?esposizione ha invitato questi fotografi, rappresentanti di diverse generazioni e varie correnti della fotografia, a produrre dieci lavori originali, in cui dimostrare come il cinema può infiltrarsi nel loro lavoro di percezione e rappresentazione dela realtà. Le opere, fotografie o istalazioni audiovisive, rivelano registi e film che hanno lasciato importanti tracce nel loro immaginario: passaggi, influenze, sovrapposizioni tra i due mondi.

I dieci fotografi e le rispettive fonti d?ispirazione:
Abbas / "Paisà" (1946) dI Roberto Rossellini
Antoine D?Agata, Bruce Gilden / Cinema noir americano
Harry Gruyaert / Michelangelo Antonioni
Gueorgui Pinkhassov / Andrei Tarkovski
Gilles Peress /"Repérages", di Alain Resnais
Mark Power /"Amator" (1979) di Krzysztof Kieslowski
Alec Soth /"En el curs del temps" (Im lauf der zeit, 1976) di Wim Wenders
Donovan Wylie /"Elephant" (1989) di Alan Clarke
Patrick Zachmann /Cinema di Shangai degli Trenta.
 

Dossier: ultime notizie Esposizione

Elisa Pellacani Ilde Associazione Artisti del Libro  2008-04-16 

cultura 

libri 

All'evento "un libro unico per San Jordi" sono arrivate oltre cinquanta adesioni di artisti provenienti dalle più diverse discipline e che nel libro e nella saga di Sant jordi trovan ispirazione per dar forma agli oggetti più diversi, oltre che di piccoli editori che combattono per una progettazione accurata o d'autore per le loro pubblicazioni. Il giorno di Sant Jordi sarà possibile trovare, in piazza San Just e nell'esposizione curata da Elisa Pellacani dal 24 al 3 di maggio presso il Pati Llimona, i libri più rari, dalle rose fatte con pagine di libro, agli esemplari unici con tecniche di stampa manuale, a libri tessili e illustrati; ci saranno libri-gioiello da portare e libri fatti a vestito, da indossare; accanto al monologo Angelo Scimia, che aprirà l'inaugurazione dell'esposizione il 24 alle 19.30,il gruppo Cocoliche presenterà il suo "Libro vivente di San Jordi". Tra gli artisti, provenienti da Europa e oltre: Rino Sorrentino, Cinta Sala, Ana Yael, Ugo Magnanti, Diego Bisso, Beatriz Concha Torres, Nuria Calavera Bitria, Lila Iranzo Kuartiella, Antonio Nemea, Vinka Grbc, Elisa Munso, Adriana Fabregas, Maria Diaz, Ana cardim, Clara Trucco, Sergio Crispello, Carmen Garcia Demora, Sofia Piqueras, Nani Tedeschi, Patricia Soto Avendaño, Sebas Outes, Morena Coppola, Teresa Pampalona, Marianna Rovere, Haizea Poza, Fabiola Matarazzo, Jordi Ferreiro, Eleonora Mattioli, Luna Cohen, Maria Ribera Salvador, Patricio Rago, Catalina Negri, Javier Bermudez Lopez, Lucia Sforza, Elisa Pellacani, Davide Baroni, Ariadna Goberna, Carolina Perez Guiu, Dina Caball Olivet, Bianca Damasceno, Ares Borràs, Sandra Figueras Valls, Maite Awad Lobato e il fotografo Elio Germani. Parteciperanno con i loro libri editati l'editorial Morsa, la Casa editrice Agra, Varuna, Consulta editore con la collana "plegaditos e caffè", e altre preziosità dal mondo libro, in parte selezionate dalla libreria Argot, di Castellón, e Loring Art, di Barcellona; entrambe unite dalla passione per il libro d'arte, illustrato, in tiratura limitata.

Dichiarazione di Eva Peña, coordinatrice dell'evento per il Pati Llimona.
"Estas iniciativas que estamos proponendo con la collaboración de la Asociación de artistas del libro "Ilde", con los cursos de proyectación y realización artesanal de libros, y en el día de Sant Jordi, la exposición de pequeñas ediciones, forman parte del interés de la colectividad por el texto y la imagen" dice Eva Peña, coordenadora de las activitats de dinamització del Centre Cívic Pati Llimona "elementos sobre los que trabajamos como centre cívic y que en el libro encuentran su ideal fusión, y permite el estudio y la práctica de técnicas creativas".

-Per l'occasione, l'associazione di artisti del libro inaugurerà il suo nuovo sito www.ilde.info, in cui sarà possibile trovare informazioni sulle attività e sbirciare tra i tesori custoditi nel magazzino di Ilde.
 

Belén Maya al Mercat de les Flors

Jorge Puértolas Marcén  2008-04-14 

musica 

artisti 

Recensione dello spettacolo
"Souvenir" di Belén Maya
Mercat de les Flors Barcellona
28 / 30 marzo 2008

"Souvenir" è uno spettacolo in cui Belén Maya dà mostra di tutta la bellezza del flamenco nel suo stato originale, ma non mancano i momenti in cui la danza tradizionale si apre alle influenze di altre danze moderne. Con una scenografia piuttosto semplice, Belén Maya e i suoi ballerini sono i veri protagonisti in scena e riescono a coinvolgere lo spettatore con la purezza dei loro movimenti, coadiuvati dalle voci flamenche di Rosario "La Tremendita" e Jesús Corbacho. Il set tocca l?anima di ogni spettatore presente in sala, dall?inizio alla fine.
L?opera si divide in due parti: la prima, molto più pura, se parliamo di flamenco tradizionale, mostra diverse scene che ricordano i piccoli "tablaos" dove il flamenco si sente nell?aria e dove la musica e il ballo diventano modo e forma viscerali di esprimere e tirare fuori tutti i sentimenti.
Un?atmosfera quasi mistica pervade palcoscenico dove i ballerini e i cantanti evocano senza neanche dire una parola, l?uso delle luci collabora a rendere possibile questa magia.
Belén Maya balla senza sosta e trasmette tutta la sua forza. Dopo ogni ballo, dopo che Maya ha trasmesso tutta la grinta possibile, il pubblico esplode e comincia a battere le palme delle mani, nel generoso tentativo di restituire un po? del calore che lei regala col cuore. A volte l?emozione e così forte che il battito ritmato delle palme non attende la fine dell?atto. È determinante risaltare l?uso coreografico del vestito flamenco, che Maya muove ad arte, con un?intensità paragonabile soltanto alla sua imponente presenza.
La seconda parte invece mescola il flamenco e musica elettronica e "Souvenirs" si trasforma: movimenti rotti, un narratore, abbigliamento più adatto alla danza contemporanea... L?opera prende un?altra strada senza perdere la passione e l?intensità che si respira dall?inizio. In circa 40 minuti si narra il rapporto tra un padre (già morto) e un figlio, collegando allo stesso tempo il titolo col filo discorsivo e riflettendo sulla influenza dei vari stili di oggi sulle danze più classiche.
Belén Maya. La "bailaora", figlia di due maestri, ha scritto pagine celebri del flamenco contemporaneo. Tra le sue interpretazioni più note ricordiamo quella nel film di Carlos Saura "Flamenco", dove rappresentava le nuove generazioni.
Maya ha fatto il giro del mondo dando prova del suo talento e ha collaborato con i più grandi coreografi e ballerini. Nel 2008 la tourné di questa Artista con la "A" maiuscola, ha toccato vari paesi tra i quali gli Stati Uniti, l?Inghilterra e la Germania, nei prossimi mesi sarà la volta di Francia, Marroco e Spagna.
 

Il supermercato dei sentimenti

Mariona Barrera  2008-04-13 

cultura 

libri 

Il supermercato dei sentimenti.

Piero era un uomo molto normale, con tutto quello che ?normale? comporta. Era un uomo di media età, né alto né basso, né grasso né magro. Era sposato con Nicoletta, la prima donna che aveva baciato, da 20 anni e avevano due ragazzi: Luca e Giulia. Abitavano in un appartamento non molto grande neanche molto piccolo in periferia. La loro vita era, semplicemente, normale.

Ogni mattina Piero si svegliava alla stessa ora, alle sei. Gli piaceva svegliarsi di prima mattina quando nella casa regnava la tranquillità e il silenzio. Così poteva fare colazione mentre leggeva il giornale. Un?ora dopo, cominciava la frenesia propria di ogni giorno: baruffe, corse, rumori di pentole...

Lui accompagnava i ragazzi a scuola. Di solito, prendevano il tram dove Piero poteva continuare a leggere un po? di più il giornale perché i ragazzi parlavano -bene, litigavano, sarebbe più esatto? tra loro. Dopo averli lasciati alla porta della scuola, continuava il suo tragitto fino al lavoro a piedi.

Faceva il contabile in un?azienda d?esportazione/importazione, situata in centro. Lì lavorava otto ore praticamente solo e soltanto aveva una pausa al giorno per pranzare. Di solito, pranzava con Tommaso, un collega molto diverso da lui, un po? testa calda e molto avventuriero, ma con il quale gli piaceva parlare, non sapeva molto bene perché.

Un venerdì, all?ora di pranzo, Tommaso gli propose:
-Ascolta Piero, perché non vieni con me questa sera all?uscita del lavoro? Voglio portarti a un posto che ho scoperto due settimane fa e che non posso levarmelo dalla testa.
-Dov?è?
-È in periferia e vedrai come ti piace. Non posso raccontartelo perché devi vederlo con i tuoi propri occhi.

Normalmente, Piero gli avrebbe detto di no, ma quel giorno curiosamente Nicoletta non sarebbe stata a casa perché doveva andare a una festa con i bambini da sua sorella e ogni volta che ci andavano, rincasavano molto tardi. Quindi, gli rispose:
-Va bene, ci troviamo alla porta alle sei e ci andiamo insieme.

Tommaso lo guardò un po? sorpreso, ma con un ampio sorriso che mostrava tutti i suoi bianchissimi denti.
-Non te ne pentirai!

Alle sei in punto partirono dal centro città, presero il tram e si diressero in periferia. Dopo qualche fermata, Tommaso gli fece un segno e con lo sguardo gli disse ?È qui?. Piero si rese conto che erano molto vicino a casa sua. Era la fermata seguente.

Un po? sospettoso, seguì Tommaso fino a l?entrata di un gran edificio che aveva un?insegna luminosa che diceva: ?Supermercato di sentimenti?. Rimase fermo, attonito, non sapeva cosa pensare. Dove lo aveva portato Tommaso? Era uno scherzo di cattivo gusto? E come mai non aveva visto quel cartello così grande e stridente da casa sua?

Prima di rendersi conto, Tommaso lo aveva già spinto all?interno. Era un solo spazio molto grande e molto ampio, con un mucchio di scaffali di metallo molto alti che contenevano milioni di flaconi di diversi volumi. Piero si sentiva perso, perfino un po? stordito. Continuava a non capire niente.

Tommaso si era perso in un corridoio, dunque Piero era da solo e non sapeva dove recarsi. Alla fine, si avvicinò a uno scaffale e lesse una delle etichette dei flaconi: Passione sfrenata. Sentì una stretta al cuore. Ne lesse ancora un?altra: Paternalismo. E un?altra: Paura...

Non poteva crederci. Quelli erano flaconi di sentimenti! Ce n?erano tantissimi, tutti disposti in ordine alfabetico. Era una cosa eccezionale, ma sconcertante. Chi vendeva quei sentimenti? Da dove li avevano presi? Quanto costavano?

In lontananza vide Tommaso che parlava in via amichevole con qualcuno. Si diresse verso lui per cercare di capire cos?era tutto quello.
-Non ti sembra incredibile? ?gli domandò Tommaso prima che Piero potesse dire niente.? Il primo giorno che sono venuto, non ho quasi dormito. Ma adesso che è la terza volta che ci sono venuto, mi sono abituato e ho già scelto qualche flacone. Tu cosa prendi?
-Ma Tommaso, mi puoi dire cos?è questo esattamente? Dove siamo e cosa fanno tutti questi flaconi qui.
-Non lo capisci Piero? È un supermercato di sentimenti. Qui si possono trovare tutti i sentimenti esistenti sulla faccia della Terra. Soltanto devi scoprire quello che ti manca di più e portartelo via. È il migliore regalo che ci avrebbero potuto fare. Approfitta dell?occasione.

Piero non poteva crederci. Quello era troppo per lui! Sconcertato e un po? spaventato, se ne andò senza dire niente al suo amico. Quella notte non dormì, come gli aveva detto Tommaso. Ma non solo fu quello. Da allora, ogni giorno quando tornava a casa dal lavoro, si fermava nella fermata seguente, passava davanti al supermercato di sentimenti, si fermava davanti alla porta, guardava l?insegna, osservava l?interno, ma non ci entrava mai. E così ogni giorno fino alla fine della sua vita.
 

Milo Manara al Saló del Còmic di Bcn

Sito Iic Bcn  2008-04-13 

cultura 

eventi 

26º Saló Internacional del Còmic de Barcelona
Fira de Barcelona
Palau n. 8
Plaça d?Espanya Bcn
Dal 17 al 20 aprile 2008.

Il Saló Internacional del Còmic de Barcelona (Ficomic) è ormai da anni un punto di riferimento per l?editoria del settore fumetto. Giunto alla sua ventiseiesima edizione, si propone quest?anno di analizzare l?influenza nell?immaginario collettivo raggiunta dall?arte del disegno su tavola, dimostrata dall?attenzione prestata negli ultimi anni da cinema, televisione e letteratura contemporanea.
Tra gli altri autori, all?edizione di quest?anno, saranno presenti gli italiani Milo Manara e Vittorio Giardino, due nomi assai apprezzati in ambito internazionale.
Di Milo Manara, i visitatori del salone avranno tra l?altro l?occasione di ammirare le splendide tavole originali della mostra "Manara-Fellini".
La fama di Milo Manara, le cui tavole originali sono diventate veri e propri oggetti di culto, ha superato da tempo i confini della nostra Penisola. Sono dell'inizio degli anni Settanta le prime storie a sfondo erotico e i lavori di militanza politica, in cui è evidente l?influenza di Hugo Pratt che Manara considera come uno dei suoi maestri più significativi. Su testo di Pratt disegna "Tutto ricominciò con un?estate indiana" pubblicato sulla rivista "Corto Maltese", opera che i critici del settore non esitano a considerare fra i capolavori del genere. Nelle tavole di Manara l?avventura e l?erotismo acquisiscono un ruolo sempre più preponderante, anche se l?artista non disdegna il filone della grande storia raccontata a fumetti: "Storia di Francia", pubblicata da Larousse e tre celebri episodi della "Storia d?Italia a fumetti" curata da Enzo Biagi.
Milo Manara ha inoltre collaborato registi quali: Federico Fellini, Alejandro Jodorowsky e Pedro Almodóvar.
Ricordiamo che l?Istituto Italiano di Cultura di Barcellona
organizza giovedì 17 aprile alle ore 19:30
un Incontro con Milo Manara.
Istituto Italiano di Cultura di Barcellona
Passatge Mendez Vigo 8
Barcellona.
 

Alessandro Baricco a Bcn

Sito Iic Bcn e sito Baricco  2008-04-13 

cultura 

libri 

Alessandro Baricco alla maratona di lettura di Sant Jordi
Istituto Italiano di Cultura di Barcellona
Passatge Mendez Vigo 8
Mercoledì 23 aprile 2008. Ore 11:00
Organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura di Barcellona
In collaborazione con la Casa degli Italiani ed il Liceo Scientifico Amaldi.

Come negli anni scorsi la Casa degli Italiani, l?Istituto Italiano di Cultura e il Liceo Amaldi di Barcellona organizzano una lettura per il 23 aprile, Sant Jordi (San Giorgio), giornata mondiale del libro e in Catalogna festa della rosa e del libro. Quest?anno il romanzo scelto per la tradizionale maratona di lettura è "Seta" del noto scrittore torinese Alessandro Baricco che sarà presente all?avvenimento.
La maratona inizierà alle ore 11:00

Alessandro Baricco (Torino, 25 gennaio 1958)
È tra i più noti esponenti della narrativa italiana contemporanea.
Durante gli anni novanta Baricco si afferma con i romanzi: "Castelli di rabbia" (1991), "Oceano mare" (1993), "Seta" (1996), "City" (1999), "Senza sangue" (2002). Nel 1994 esce "Novecento". Un monologo, da cui è stato tratto un lavoro teatrale (con Eugenio Allegri e la regia di Gabriele Vacis a partire dal 1994, e con Arnoldo Foà in un nuovo allestimento nel 2003) e un film, "La leggenda del pianista sull'oceano" di Giuseppe Tornatore. Per Feltrinelli pubblica due raccolte degli articoli scritti per la Stampa e Repubblica ("Barnum", del 1995, e "Barnum 2", del 1998). Nel 2002 pubblica Next (Feltrinelli), breve saggio sulla globalizzazione
Nel 2004 pubblica "Omero, Iliade" (Feltrinelli) un lavoro sulla traduzione di Maria Grazia Ciani dell'Iliade da cui Baricco trae un reading teatrale.
Nel 2005 passa dalla Rizzoli alla casa editrice Fandango di Domenico Procacci, con cui pubblica il romanzo "Questa storia".
Nel 2007 esce la trasposizione del romanzo "Seta" . Il film è prodotto da Domenico Procacci della Fandango e il regista è il canadese François Girard. Nel cast Michael Pitt e Keira Knightley. Baricco, al contrario del film di Tornatore, questa volta ha curato personalmente la sceneggiatura.
Lo scrittore è al momento alle prese con il suo primo film da regista, "Lezione 21", prodotto da Fandango Distribuzione con Rai Cinema. Cast internazionale per questa opera prima, tratta da un soggetto inedito dello stesso Baricco e che verrà girata in inglese: protagonista Noah Taylor insieme con John Hurt, Clive Russell e Leonor Watling
 

Parole in primavera

Nicoletta De Boni  2008-04-12 

cultura 

libri 

"L?uomo è abile nel dominare tutto ciò che può servirgli; ed è spesso bravo anche, ahimè, a mettere in scacco intorno a lui, per interessi materiali, la felicità. I giardini che costruisce sono belli; ma potrebbero esserlo molto di più. La gran parte delle volte egli saccheggia, sporca e infrange l?armonia (?) Se avesse più a cuore favorire la gioia altrui invece di sacrificarla per consolidare il suo impero, il volto del mondo potrebbe essere cambiato."
da "Primavera" di André Gide.

Un abitino nuovo, a fiori, per il giorno di festa, per il giorno di Pasqua e l?odore secco del cotone; i petali di quei fiori dentro il vimini e il velluto di quei petali a ricoprire i vicoli di un piccolo paese in fondo a una valle, nel giorno della domenica delle palme; il colore rosa.
Erano per me la primavera, quand?ero bambina.
Ora che ho un volto di donna, ora che la Pasqua è già frettolosamente e anticipatamente stata, la primavera è un cielo, senza sangue. Né Santi, né Morti, né Cristi. Nessuna buia tragedia. Solo un pulsante, bellissimo azzurro, su nel cielo.
Giocando a nascondino, in bilico tra visibile e invisibile, ha inizio una primavera. Il battito del cuore, la vita che è vita che non si vede. La vita di chi ha una vita che non si vede. Tutti i corpi di queste vite. E la loro pelle.
Oggi che è primavera, nella mia rubrica sotto la lettera B scrivo bocciolo, alla lettera C "cambiamento", e "corpo"; sotto la lettera D "desiderio".
E "foglie verdi" in F. L come "luce", M come "movimento", S come "speranza", U come "umore".
Era ancora l?alba quando alla radio l??Accademia della Lingua del Mondo? ha annunciato che sarà vietato, nel corso dei prossimi tre mesi, pena l?impiccagione, l?uso di B come bravi, "belli e brutti, buoni e bene", che si pronuncia con la e aperta, e poi C "cattivi" e D come "definitivo, dominio" e F come "fama fesso fine fuga" e G.
Come "guerra".
I, "immobilità, i, intelligente, ssssssssanti ppppppputtane". v, "vanità".
Infine "zeta", come "zitti", che si pronuncia con la z sorda.
Ma non è vero.
Nessuno di noi qui rispetta i divieti e si sa. Infatti stiamo tutti "bene", infatti siamo tutti "zitti" e pronti, ad andare alla "guerra".
Noi uomini ci siamo schierati; abbiamo occhi a mandorla e all?ingiù, alcuni all?infuori e altri all?indentro, quadrati tondi curvi, triangoli cerchi ellissi, simmetrici asimmetrici e strabici. Ma tutti, davvero tutti, abbiamo uno sguardo fermo, e leggero. Un leggerissimo sguardo. E precisissimi calcoli e sperimentate strategie militari, dentro il capo. E ci vediamo tutti "ben"issimo. E tutti abbiamo una divisa pulita e lucenti medaglie. Fierezza e onore per le guerre vinte e i successi ottenuti. Elogi elogi.
Anche i fiori sono già di fronte a noi. Hanno petali e pure gambi, e sono tutti "ben" piantati a terra. Viole, primule e anemoni bianche e anemoni gialle e bucaneve campanellini, margherite, mimose, iris. Tutti con dolci spalancati occhi di chi già sa, di vivere poco.
Caro Gide, anch?io nel mio sogno di primavera vedo un campo di battaglia senza macchie di sangue; vedo fiori che sanno correre, darsela a gambe levate, poi d?un tratto fermarsi e tornare indietro e con forza e astuzia "bene" difendersi; vedo soldati a terra, a pancia in su. Con gli occhi chiusi allegramente divincolano gli arti. Mi avvicino in punta di piedi perché questo è un sogno "bello" e li vedo con un gambo attorno al collo e un fiore al posto del viso! Respirano ancora, respirano meglio e il loro respiro profuma. Quei volti in fiore sorridono.
Ma non è vero.
La battaglia si è conclusa e fuori dal campo ci sono uomini che ripuliscono le loro divise e lucidano le loro medaglie; già affilano nuovamente le armi. E mangiano e bevono vino. Ridono e stremati dicono: "gli abbiamo dato una bella lezione di vita. A quegli stupidi fiori".
Poi in quel mio sogno di primavera arriva una bimba, che saltella in quel "bel" campo colorato di fiori; si ferma, ne sceglie uno e con bontà e cura ne strappa, ad uno ad uno, i petali.
Anche lei sorride, alza gli occhi, mi guarda e dice: m?ama.

Rimane sempre un po? d?inverno dentro una primavera. Pertanto sarà meglio diffidare del sole e del cielo terso e portare sempre con sé un golfino di cotone, a manica lunga.
Sta per arrivare l?estate, poi sarà l?autunno, e l?inverno. E se Dio vuole, di nuovo la primavera e ancora questo bellissimo sole...
 

Mercè Rodoreda. La mort de la innocència

Sito Palau Robert Bcn  2008-04-12 

cultura 

eventi 

?Mercè Rodoreda. La mort de la innocència?(La morte dell'innocenza)
Palau Robert di Barcellona
Curatrice: Marina Gustà.
Dal 26 marzo al 15 giugno 2008.

Il Palau Robert presenta un?esposizione dedicata all?opera della grande scrittrice catalana Mercè Rodoreda, nell?anno in cui ricorre il centenario della nascita dell?autrice de ?La piazza del Diamante?.
Nata a Barcellona il 10 ottobre del 1908, Mercè Rodoreda è considerata una delle massime esponenti della letteratura catalana del ?900. Tra i suoi romanzi più noti ricordiamo, oltre al citato ?La plaça del Diamant?(1962), che è considerato il suo capolavoro: ?Colpo di Luna e altri racconti ? (Vint-i-dos contes, 1958), ?La via delle Camelie? (El carrer de les camèlies, 1966), ?Il giardino sul mare? (Jardí vora el mar, 1967), ?Lo specchio rotto? (El Mirall Trencat, 1974), ?Quanta, quanta guerra... ? (Quanta, quanta guerra, 1980).
Nel 1980 riceve il premio d'onore della Letteratura Catalana e diventa socio onorario dell'Associazione di scrittori in lingua catalana.
Ammalata di cancro, muore a Girona nel 1983.
Nel 1998, in suo onore, è stato istituito il premio letterario Mercè Rodoreda.
L?esposizione ricrea l?atmosfera, il mondo complesso e peculiare dei romanzi della scrittrice e ha come denominatore comune la perdita dell?innocenza e il patto con la vita e con la morte che ne deriva.
La mostra è divisa in quattro sezioni, recanti il titolo di altrettanti romanzi della Rodoreda: ?La plaça del Diamant?, ?Mirall trencat?, ?La mort i la primavera? e ?Quanta, quanta guerra?.
Materiale audiovisivo, musiche e letture diffondono i testi della scrittrice.
L?esposizione del Palau Robert fa parte degli atti dell?"Anno Rodoreda", un?iniziativa della Generalitat de Catalunya in collaborazione con la Fundació Mercè Rodoreda (Institut d?Estudis Catalans),la Institució de la Lletres Catalanes e l?Institut Ramon Llull.
 

Els bombardejos de març de l'any 1938 a Barcelona

Sito Agenzia EFE  2008-04-12 

arte 

esposizioni 

"Refugi, quan el refugi és el subsòl" (Rifugio, quando il rifugio è il sottosuolo).
Metropolitana di Barcellona, Stazione Universitat della Linea 2.
Dal 15 marzo al 30 aprile 2008.

Tra le 22.08 del 16 e le 15.19 del 18 marzo del 1938 la città di Barcellona subì i più tremendi bombardamenti della sua storia. Un inferno che durò 41 ore, in cui si susseguirono 12 attacchi massicci, a intervalli di 3 ore, vennero lanciate 44 tonnellate di bombe. Fu il primo bombardamento sulla popolazione civile della storia dell?aviazione militare.
Le ricostruzioni storiche, condizionate dalla vittoria del fronte franchista e dalla politica di memoria selettiva del regime, hanno finora impedito di far luce sulle responsabilità di quei bombardamenti.
Le autorità franchiste ribadirono in varie occasioni che gli attacchi contro la città erano diretti a obiettivi militari e non civili e che in realtà fu il comando italiano, sotto gli ordini diretti di Mussolini, a decidere di portare a termine questo nuovo genere di operazioni, senza comunicare tale intenzione alle autorità franchiste. Fu Franco a ordinare di sospendere gli attacchi aerei, dimostrando così di avere l?autorità per decidere la sorte degli abitanti di Barcellona.
Per ricordare quei tragici giorni, la Generalitat de Catalunya presenta l'esposizione "Refugi, quan el refugi és el subsòl" (Rifugio, quando il rifugio è il sottosuolo), allestita presso la stazione Universitat della Linea 2 della metropolitana di Barcellona.
Viene riprodotta una una stazione della metropolitana degli anni '30 adibita a rifugio anti aereo sotterraneo. Un pannello ricorda i nomi delle vittime dei bombardamenti che furono 700 e intorno, sparse per il pavimento, sono incollate varie prime pagine dei giornali di quel marzo del 1938 che riportarono le notizie sui bombardamenti: foto di morti e feriti, di macerie che testimoniano il terrore degli abitanti della città.
Vi sono anche alcuni schermi che riproducono le immagini delle guerre che seguirono alla Guerra Civile spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, la guerra del Golfo, in cui sono stati effettuati bombardamenti su popolazione civile.

Documenti:

Telegramma trasmesso da Roma con l'ordine di avviare i bombardamenti di marzo 1938. Archivio Militare dell'Areonautica Italiana, Roma.

http://www.barcelonabombardejada.cat/files/tele1.swf

Telegramma trasmesso da Logronyo con l'ordine di concludere i bombardamenti di marzo 1938. Archivio Militare dell'Areonautica Italiana, Roma.

http://www.barcelonabombardejada.cat/files/tele3.swf
 

Resistents. La cultura com a defensa

Sito Museu d'Història de Catalunya  2008-04-12 

arte 

esposizioni 

"Resistents La cultura com a defensa"(Resistenti. La cultura come difesa)
Fotografie di Pilar Aymerich
Museu d'Història de Catalunya
Dal 1º aprile al 1º giugno 2008.

L'esposizione "Resistents La cultura com a defensa" (Resistenti. La cultura come difesa), basata sulle immagini della fotografa barcellonese Pilar Aymerich, è la nuova proposta del Museu d'Història de Catalunya, per ricordare e scoprire la resistenza culturale alla dittadura franchista.
Si tratta di un percorso storico attraverso sessanta ritratti di creatori, artisti, pensatori, intellettuali e scrittori che hanno guidato la resistenza culturale, durante gli anni della Guerra Civile e dell?esilio e, per coloro che sono rimasti, durante i terribili anni della repressione franchista e il dopoguerra.
Il Museu d'Història de Catalunya presenta inoltre in questi giorni la mostra ?Les presons de Franco? (Le prigioni di Franco), sui centri penitenziari del regime franchista. Vi sono rappresentati la vita in prigione e il regime carcerario, le prigioni femminili, i processi, i cancellieri e le famiglie dei detenuti. Un percorso nella vita di tutti coloro che hanno subito e sofferto la mancanza di libertà e il trattamento vessatorio per diferdere le difendere le proprie idee.
 

Libros de artistas en el día de Sant Jordi

Elisa Pellacani  2008-04-01 

cultura 

libri 

Libros de artistas en el día de Sant Jordi.
Exposición en la calle y en el Centre Cívic Pati Llimona,
Invitación a participar!
Organizado por "Ilde", Asociación de Artistas del Libro.

El 23 de Abril, día de Sant Jordi, de los libros y las rosas, organizar en la calle un espacio donde se puedan encontrar libros ilustrados, objetos, pequeñas producciones relacionadas con el mundo de los libros, será nuestra forma de participación, de encuentro e intercambio.
Invitamos a los que quieran exponer su obra y sus libros con nosotros, en una calle del centro de Barcelona, a enviar sus adhesiones antes del día 13 de abril a esta dirección de correo electrónico epellacani@yahoo.it, indicando las obras que se quieren presentar y si se quiere ponerlas a la venta (en este caso incluir el precio)
Las obras tendrán que llegar a Barcelona, en la sede de nuestra asociación, durante el fin de semana del 19 y 20 de abril; los gastos de envío a cargo de los participantes y la asociación se reserva el derecho de admisión y selección de los trabajos.
En la semana siguiente al día de Sant Jordi, una selección de las obras presentadas en la calle se va a exponer en el Centre Cívic Pati Llimona.
Esperando vuetras adhesiones a nuestra lucha contra el tremendo dragón, y que rápidos como la flecha dorada podríais confirmar vuestra participación,

Elisa Pellacani
epellacani@yahoo.it
Ilde Asociación de Artistas del Libro
Barcelona

Il 23 di aprile, giorno dedicato a San Giorgio, ai libri e le rose, aprire uno spazio nella via pubblica dove sia possibile trovare libri illustrati, oggetti, piccole produzioni dedicate al mondo dei libri, sarà il nostro modo di partecipare alla festa: creando un luogo di incontro e di scambio.
Invitiamo tutti coloro che desiderano esporre le proprie opere e/o libri, di farlo con noi, in un luogo di passaggio del centro di Barcelona, inviando l?adesione entro il giorno 13 di aprile a questo indirizzo, indicando la quantità di materiale che si ha intenzione di presentare (precisare se si intende metterlo in vendita, in questo caso includere il prezzo).
Le opere dovranno arrivare a Barcelona, nella sede della nostra associazione, durante e non oltre il fine settimana del 19 e 20 di aprile; le spese postali sono a carico dei partecipanti mentre la associazione si riserva il diritto di ammissione e selezione dei lavori.
Per tutta la settimana seguente al giorno di San Jordi, una selezione delle opere presentate sarà esposta nel Centre Cívic Pati Llimona diu Barcellona.
Felicitandoci se vorrete unirvi alla nostra lotta contro il terribile drago, e se rapidi come la freccia dorata potrete confermarci vostra partecipazione.

Elisa Pellacani
epellacani@yahoo.it
Ilde Associazione di Artisti del Libro
Barcellona

Hola! Además de la invitación a participar en la parada-exposición de libros para la semana de San Jordi, os quiero comunicar que durante toda esta semana (hasta el 4 de Abril) están abiertas las inscripciones a los talleres del Centre Cívic Pati Llimona. Entre otras, hay plazas para el curso sobre los libros de artista que voy a tener personalmente: el jueves, de 19.30 a 21.30h, para un total de 18 horas (primera clase el día 17 de Abril).
El precio del curso es de 50 euros.
Informaciones y inscripciones: Pati Llimona, c/ Regomir, 3, tel. 93 2684700.
Taller creado especialmente para escritores, ilustradores, fotógrafos y creativos que quieran realizar un libro único y personal, a través de técnicas de encuadernación, prácticas de caligrafía, impresiones manuales, viejas técnicas de reproducción fotográfica y lo que puede servir para el desarrollo del proyecto personal de un libro.

Esperando sea la ocasión para encontrarnos en páginas aún
no escritas y nuevos pequeños sueños en forma de libro,
 

El Romànic i la Mediterrània

Web Ajuntament Bcn  2008-03-31 

arte 

esposizioni 

"El Romànic i la Mediterrània. Catalunya, Toulouse i Pisa (1120 - 1180)"
Museu Nacional d'Art de Catalunya (Mnac)
Carrer Mirador Palau Nacional, 6
Sants-Montjuïc
Dal 29 febbraio al 18 maggio 2008.

Con questa esposizione il Museu Nacional d'Art de Catalunya (Mnac) si propone la riscoperta del risorgere degli edifici monumentali che ebbe luogo durante XIIº secolo nei paesi del Mediterraneo occidentale.
Durante questo periodo, i sarcofagi e gli archi onorifici romani ispirarono gli artisti romanici, dal denominato Mestre de Cabestany fino agli scultori del portale di Ripoll.
Questo risveglio venne determinato dal processo di affermazione politica ed espansionistica dell'epoca di Ramon Berenguer IV, che mise in contatto le contee catalane con Tolosa e con Pisa.
L'esposizione presenta un'importante selezione di opere, alcune delle quali esposte per la prima volta in Catalogna: si possono infatti ammirare oltre alle sculture, pitture su tavole e intagli.
Uno degli aspetti più interessanti della mostra "El Romànic i la Mediterrània" è la ricostruzione virtuale del portale di Ripoll, un progetto tra i primi in questo campo realizzato dall?Universitat Politècnica de Catalunya, che presenta, in una versione inedita, una delle opere emblematiche di questo periodo.

Conferenze.

Dalla fine di marzo al 7 maggio il Mnac organizza vari cicli di conferenze al margine della mostra a cui interverranno noti esperti internazionali sull?Occidente mediterraneo del XIIº secolo, tra i quali: Mariagiulia Burresi (Museo Nazionale San Matteo), Daniel Cazes (Musée Saint-Raymond), Immaculada Lorés (Universitat de Lleida) e Quitterie Cazes (Université de Paris).
 

Lezione Zero: Il marconista

Lourdes Ribas  2008-03-29 

cultura 

linguistica 

Lezione Zero.

Presentiamo "Io facevo il marconista sul Titanic", testo scritto da Lourdes Ribas, studentessa dell?ultimo anno del corso di italiano dell?Istituto Italiano di Cultura di Barcellona.
Nel prossimo numero di www.bcn-it.com, presenteremo un secondo testo, anche questo selezionato tra i molti scritti nell?ultimo quadrimestre e riportato sul blog: www.lezionezero.splinder.com.

Paolo Gravela.


Io facevo il marconista sul Titanic.

Ho viaggiato molto nella mia vita. Ho attraversato mari ed oceani, da nord a sud. Dall?America all?Europa, dall?Africa all?Asia conosco quasi tutti i porti ed ho visitato le grandi città di notte, quando c?è vita. Per vent?anni ho fatto il marconista su grandi navi che imbarcavano gente, povera o ricca, ma tutti con lo stesso sogno, con la stessa speranza: andarsene lontanissimo per cominciare una nuova vita. Nessuno sapeva che ciò è impossibile. Per fortuna l?ho imparato da giovane. Era il 1912 e facevo il marconista. Ho dovuto fare i bagagli di corsa perché mi avevano detto il giorno prima di partire da Londra che il mio collega marconista si era ammalato. Prima di imbarcarmi su quella nave, di cui si diceva che era la più grande, la più forte, la più coraggiosa del mondo ?ed anche la più arrogante, secondo me? avevo detto a mia moglie che non mi piaceva. Titanic si chiamava. Tutti la trovavano bellissima ma per me era volgare. Ho sempre preferito le navi ?come le donne? più discrete, più sobrie, più eleganti, ma con quell?eleganza e quella bellezza che si scopre piano piano e che non tutti possono vedere, soprattutto coloro che si lasciano abbagliare da ?false luci?, come diceva il signor Vogel.

Il signor Vogel l?ho conosciuto a bordo. Lui faceva il medico ma era un filosofo. Gli piaceva fumare un sigaro ogni notte, mentre guardava la luna ed il mare, e chiacchierare con me, che lo ascoltavo e non dicevo niente. Infatti non potevo dire niente perché non lo capivo bene. Ho soltanto capito una cosa e questa l?ho capita dopo: nessuno può cambiare il suo destino sebbene se ne vada lontanissimo. Prima di imbarcarsi il signor Vogel si era innamorato. Lei era una brava ragazza di Amburgo ma ?accidenti!? suo non aveva intenzione di sposare sua figlia con un medico.
Il signor Vogel era come quel ragazzo di terza classe, quell?irlandese che credeva di poter ingannare la propria fortuna. E lei, la ragazza di prima classe con il cappello più ridicolo del mondo, era davvero bella, un angelo, con quella voce dolcissima che pareva sfiorare l?aria. Loro si baciavano sotto la luna e sembrava che le fiorisse un sbocciasse un sorriso sul viso d?argento. Perfino io ho pensato per un attimo che forse si sarebbe potuto ingannare il destino. Ma l?iceberg ha fatto un bel lavoro. Il signor Vogel ed il ragazzo irlandese sono morti. E io, il marconista, mi sono salvato e nonostante i piedi congelati ho fatto il marconista per altri dieci anni.

Lourdes Ribas
 

Dispositius per a l?acció

Sito Ufficiale Macba Bcn  2008-03-29 

arte 

esposizioni 

Dispositius per a l?acció. (Dispositivi per l?azione)
Nomeda e Gediminas Urbonas
Museu d?Art Contemporani de Barcelona (Macba)
Curatore: Bartomeu Marí
Dal 14 marzo 2008 al 15 giugno 2008.

L'opera di Nomeda e Gediminas Urbonas ? nati in Lituania rispettivamente nel 1968 e nel 1966 ? si sviluppa in progetti che analizzano i conflitti e le contraddizioni creati dalla nuova realtà economica, sociale e politica dei paesi fino a pochi anni fa legati all?ex-Unione Sovietica nell?ambito del quotidiano, della gestione degli spazi pubblici e del concetto di nazione.
L?esposizione presenta cinque istallazioni che raccolgono il lavoro degli ultimi otto anni: Transaction (2000-2004), Ruta Remake (2002-2004), Druzba (2003 - in corso), Pro-test Lab (2005 ? in corso) e Villa Lituania (2007).
Nell?opera di Nomeda e Gediminas Urbonas ogni progetto nasce e si sviluppa come un processo che implica la collaborazione di collettivi o specialisti di altre discipline, quali la musica, l?architettura o la psichiatria. Tale metodologia determina l?assenza di uno stile unitario o riconoscibile, che è una delle caratteristiche formali dell?opera, come l?introduzione di archivi cinematografici, in uno o vari momenti del processo, che evidenziano la costruzione dei modelli di controllo di una società.
 

Buone intenzioni

Lino Graz  2008-03-16 

cultura 

libri 

Lui le disse: costruirò un giardino incantato. Con un cortile al sole dell?estate. Con una finestra illuminata dalla luna. Un giardino di limoni e rosmarino, timo e prezzemolo, basilico ed erba medica. Un mandorlo, un carrubo, una forsizia, una rosa rampicante. Una magnolia, un ulivo, un papavero.
Lei gli disse: costruirò un giardino incantato. Con un praticello di quadrifogli. Con un orto di pomodori e zucchini. Appenderò sulla porta la mano di Fatima e l?immagine della Vergine Maria, in modo che restino fuori. Aprirò il mio giardino ai fuggiaschi a agli sfrattati.
Lui le disse: imparerò a tirar di scherma per difendere il mio giardino da cinici e malintenzionati. Farò corsi di giardinaggio. Farò corsi di calligrafia. Aprirò il mio giardino a vecchi e a mentecatti.
Lei gli disse: costruirò un giardino incantato, Rimarrò seduta all'ombra d?estate e offrirò tè e caffè ai passanti. Riempirò il giardino di bambini e li lascerò giocare senza disturbarli.
Lui le disse: costruirò un giardino incantato, prenderò il rastrello e strapperò le erbacce. Chiuderò a calce le crepe dei muri. Inciderò versi sugli archi della porta e sul pozzo. Una fontana innaffierà le piante e le parole. Manderò i bambini al mercato a vendere pomodori e zucchini in cambio di carne, uova e formaggi.
Lei gli disse: costruirò un giardino incantato, insegnerò ai bambini a leggere e scrivere. Insegnerò ai vecchi e ai mentecatti, ai fuggiaschi e agli sfrattati. Insegnerò agli adulti a leggere e scrivere.
Non in franchising.

C'è un popolo delle isole del sud che tramanda le proprie tradizioni tracciando segni sulla sabbia spazzata dal vento.

(Buone intenzioni era il titolo di uno spettacolo teatrale di Roger Bernat di alcuni anni fa)

Barcellona 2008
 

Els Jardiners d?Amon

Web Museu Egipci de Barcelona  2008-03-13 

arte 

esposizioni 

Sarcòfags de l?antic Egipte.
Jardiners d?Amon a la Vall de les Reines.
Fundació Arqueològica Clos
Museu Egipci de Barcelona
Carrer València, 284
Tel.: (34) 93 488 01 88
Del 13 de març al 30 de setembre de 2008.

Un Descobriment extraordinari.
L?any 1903 es va produir un descobriment extraordinari a la Vall de les Reines: dues tombes ricament decorades, repletes de sarcòfags i mòmies. Es tractava de les tombes dels prínceps Khaemuaset i Setherjepeshef, fills del faraó Ramsès III (dinastia XX). Aquesta troballa fou possible gràcies a la Missió italiana dirigida per l?arqueòleg Ernesto Schiaparelli. Ambdues tombes havien estat construïdes cap a 1170 aC, saquejades en el decurs dels tres segles següents, i reutilitzades com a cementiri col·lectiu a partir de l?any 800 aC. Es pogueren recuperar 17 sarcòfags complets i 25 caixes, tapes i fragments de sarcòfag. Tanmateix, s?ha pogut documentar que alguns d?ells vàren pertànyer a una família de jardiners que assoliren el càrrec de ?Cultivadors de lotus del temple d?Amon?, ja que al recinte sagrat de Karnak s?hi cultivava aquesta flor amb la finalitat d?emprar-la per a retre culte a la divinitat. A excepció de sis sarcòfags sencers, la resta foren dipositats al Museu Egipci de Torí, del qual Schiaparelli n?era conservador. Una part significativa d?aquest impressionant conjunt s?exhibeix, per primera vegada, al Museu Egipci de Barcelona.
 

Post-it City

Rob Fen Web Cccb Barcelona  2008-03-13 

arte 

esposizioni 

"Post-it City. Ciutats ocasionals".
Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona
Curatori: Martí Peran, Filippo Poli, Giovanni La Varra, Federico Zanfi
Dal 12 marzo al 25 maggio 2008.

"Post-it City" è la città delle trasformazioni temporanee, autopromosse, non preordinate che, come i foglietti gialli che usiamo quotidianamente, compaiono e scompaiono nelle nostre città, senza lasciare traccia.
"Post-it City" è una mostra promossa dal Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona, ideata e curata da Giovanni La Varra, Martí Perán, Filippo Poli e Federico Zanfi e raccoglie ricerche, immagini e mappe che testimoniano una modalità particolare di cambiamento dello spazio urbano, una modalità temporanea, errante, improvvisa, occasionale.
"Ciutats ocasionals" tenta di esplorare le multiple e possibili varianti, fornendo parecchio materiale per la riflessione: l?utilizzo della città "in costruzione", determinati aspetti del fenomeno "okupa", l?impiego temporaneo di alcuni terreni per raduni e ritrovi occasionali ? un campo zingari, una festa rave ?, la trasformazione della città universitaria diurna in una zona di transizione sessuale durante la notte?
Il progetto, per l?insieme di parametri che mette in gioco, sfocia in una serie di argomenti di grande interesse per la cultura contemporanea: la necessità di creare spazi disponibili, la versatilità dell?idea di riciclaggio, le nuove emergenze soggettive.
L?esposizione fa parte del progetto omonimo organizzato dal Cccb di Bcn e il Centre d'Art Santa Mònica ed è diretto Martí Perán.
Tra gli artisti e i ricercatori che hanno proposto i loro lavori ricordiamo: Husseyin Alptekin, Alexander Apostol, Marina Ballo, Francisca Benitez, Kenny Cupers, Matteo Ghidoni, Hariklia Hari, Sandi Hilal, Francesco Jodice, Miki
Krastman, Charlie Koolhaas, Armin Linke, Ilaria Mazzoleni, Daniele Pario Perra, Alessandro Petti, Tadej Pogacar, Martha Read, Isabella Sassi, Sophie Thorsen, Katarzyna Teodorczuk, Roberto Zancan, Veronica Zapletalova.
 

100 anys del Palau

Rob Fen Web Caixa Fórum Bcn  2008-03-13 

arte 

esposizioni 

"1908 ? 2008: 100 anys del Palau".
Caixa Fórum Barcelona
Av. Marquès de Comillas, 6-8
Dal 20 febbraio al 25 maggio 2008.

Con l?esposizione ?1908 ? 2008: 100 anys del Palau?, CaixaForum rende omaggio al Palau de la Música Catalana, nell?anno del centenario dell?importante istituzione barcellonese. Si tratta di un percorso nella storia attraverso immagini e suoni che presentano apetti del Palau che vanno al di là dello splendore architettonico dell?edificio e ne sottolineano l?impegno sociale e la proiezione moderna ed internazionale.
La mostra raccoglie inolte le testimonianze di coloro che hanno partecipato allo spirito universale del Palau, dando il loro contributo alla causa della musica e della cultura.
Inaugurato il 9 febbraio 1908, il Palau de la Música Catalana è una delle sale da concerto più singolari del mondo. Costruito tra il 1905 e il 1908 dall?architetto Lluís Domènech i Montaner, il Palau è senza dubbio uno degli edifici più rappresentativi del Modernismo e uno dei simboli della cultura catalana. La sua creazione fu possibile grazie al supporto della società civile per accogliere la sede dell?Orfeó Català.
Il Palau è stato il palcoscenico su cui si sono esibiti i grandi protagonisti della cultura musicale universale: da Pau Casals, Richard Strauss con l?Orchestra Filarmonica di Berlino, Yehudi Menuhin, Alfredo Kraus o Herbert von Karajan, ai grandi nomi del panorama musicale attuale: Montserrat Caballé, Daniel Barenboim, Josep Carreras, Plácido Domingo, Ainhoa Arteta, tra gli altri.
Il Palau è stato inoltre teatro di storiche prime, come il Concerto di Manuel de Falla, nel 1926, sotto la battuta del compositore o il Concerto di Aranjuez di Joaquín Rodrigo, nel 1940. Senza scordare le manifestazioni teatrali o dedicate a vari generi musicali, che hanno portato a Barcellona personaggi del calibro di Vittorio Gassman e Woody Allen o l?epico concerto di Camarón de la Isla.
 

Zhù Yì!

Jorge Puértolas Marcén  2008-03-03 

arte 

esposizioni 

Zhù Yì!
Palau de la Virreina
Dal 20 febbraio al 25 marzo 2008

Cina è il paese più popolato del mondo e uno dei più estesi in superficie, ma è sempre stato poco conosciuto nel mondo occidentale. Negli ultimi decenni, le trasformazioni sociali, i movimenti migratori, il forte sviluppo economico, hanno fatto aumentare l?interesse per il gigante asiatico. Inoltre quest?anno in Cina si svolgeranno i Giochi Olimpici, che rappresentano un serio banco di prova per la Cina come sistema politico e capacità organizzativa. Senza contare le libertà personali e collettive, punti ancora dolenti nell'ambito della vita democratica del paese.
?Zhù Yi!?, che in italiano significa ?attenzione!?, raccoglie le opere di 31 artisiti cinesi nati dopo 1960. La mostra, in oltre cento fotografie, espone la realtà della società cinese nelle città; anche se dobbiamo pensare che i cinesi quando parlano di una città piccola, parlano di due milioni di abitanti. Il percorso espositivo, tra le stanze del palazzo, presenta le opere in cinque sezioni: la storia immemore, l?identità, l?individuo nel suo ambiente, lo sviluppo economico, la natura e la nuova società di consumo.
Inoltre la mostra è completata da un video in cui gli artisti spiegano la propria attività.
"La cultura è come una barca che va controcorrente, se non avanza sta retrocedendo" questa è una delle frasi che si possono trovare in due punti chiave dell?esposizione e che fanno ne fanno intendere le caratteristiche. Nella prima stanza e nel corridoio, più o meno a metà del percorso, non ci sono fotografie, ma soltanto frasi, detti, motti, frammenti di discorsi oppure storie della mitologia cinese; che permettono di approfondire la riflessione.
In generale la mostra parla di una società che si trova in un momento d?incertezza, una società che sta cambiando e dove c?è un grosso confronto fra la storia, le tradizioni e le influenze occidentali e, addirittura, classiche (c?è un riferimento ai marmi del partenone di Atene).
Le fotografie di Miao Xiaochun combinano tutti questi elementi alla perfezione, definendo la figura dell'uomo, che ben potrebbe rappresentare il concetto di "storia", in atmosfere attuali dove si può osservare la velocità dei cambiamenti in Cina e le curiose combinazioni che questi generano.
Per ultimo vorrei citare una foto che rappresenta in un modo sublime il cambio del ruolo della donna. "Dancer Series" di Zeng Yicheng, è come un audiovisivo che descrive l?evoluzione attraverso la storia, in modo molto evocativo che non lascia indifferenti.
La mostra fa riflettere su interrogativi primordiali, di difficile responso: da dove veniamo? Dove siamo? E dove andiamo?
 

Só-Ló Bar

Roberto Fenocchio  2008-03-03 

vivere 

bere 

Locali italiani a Barcellona.
Il Poble Sec.

Só-Ló Bar
Di Cosimo Tacinelli
Carrer Margarit 18
Poble Sec
Barcelona
Tel. : (00 34) 93 329 76 18
E-mail: cosimotac@hotmail.com

Cosimo Tacinelli di Longastrino, dove iniziano le Valli di Comacchio, a metà strada tra Argenta (Ferrara) e Alfonsine (Ravenna). Fin da giovane si dedica alla ristorazione sulla riviera adriatica (Cattolica, Riccione), i primi anni, poi passa a Bologna, Caorle, Milano. A questo punto decide di fare esperienza all?estero e sceglie Parigi (noblesse oblige?), dove lavora per parecchio tempo e quindi Barcellona, da circa 5 anni la sua nuova città. Nella primavera del 2007 trova il locale adatto per aprire un bar: in carrer Margarit, la zona è il Poble Sec, nei pressi della nota pizzeria Bella Napoli.
In effetti il Só-Ló Bar ricorda gli immensi bar della Bassa: è spazioso, luminoso e grande quanto basta da poter ospitare vari ambienti. C?è un grande schermo e un piccolo palco per i concertini dal vivo. L?arredamento è sobrio, con pareti pensate e illuminate per accogliere dipinti e quant?altro d?artistico si voglia proporre. Ci sono grandi tavoli e tavolini, sofà(s) e un?accogliente e lunga ?barra?(bancone), con tante alcooliche tentazioni in bella mostra.
Per quanto riguarda la ?poetica? del Só-Ló, è Cosimo "in person" a illuminarci:
"il Só-Ló si spiega quasi totalmente nel suo slogan: un altro bar è possibile!....
In due parole: è un bar, un bar normale con un potenziale enorme.
Si può mangiare, bere, ubriacarsi, cercare relazioni, scrivere, esporre quadri, ascoltar musica, guardare una partita, ecc.. in un bar, potenzialmente, si può far di tutto... per questo il Só-Ló è aperto a tutte (quasi) le attività che si possano svolgere in un bar a condizione che siano legali (ovviamente), sostenibili e rispettose verso le altre persone e che nessuna di queste cose prenda il sopravvento sul concetto di "Bar"..."
Queste le proposte: "Musica (live e non live), soprattutto world music e fusioni dei vari continenti (con predilezione per Africa, America Latina ed Europa mediterranea), ma anche intermezzi comici, rock progressivo, salsa dura, trobadores, musica classica e new age. Attività ludico-culturali in genere... concerti, caffè-teatro, rugby, un po´di calcio, expo, mercatino, rassegne cinematografiche, video, serate a tema, ecc."
Passiamo agli alcoolici: "Rhum: possiamo azzardarci e definire il Só-Ló Bar anche una ronteca, anche se sembra un po? pretenzioso... comunque ci sono circa 60 rhum a disposizione e, meraviglia delle meraviglie, "non" c'è rhum bacardí!!!... così come non ci sono prodotti della Coca Cola Company (il Bacardi ne è uno), Nestlé, Danone, Red Bull, Damm... sicuramente ci saranno altri prodotti di multinazionali al Só-Ló, ma almeno questi no...Tanto per ricordare che un altro bar è possibile..."
"Birre: circa 15-20 tipi di birra, non sempre le migliori del mondo, però di varia provenienza e alcune poco conosciute sul mercato europeo..."
"Piccole specialità: il succo di zenzero fresco, i succhi naturali (non ci sono succhi di frutta in bottiglia), le infusioni, i rhum macerati..."

Consultare il programma di attività e concerti del Só-Ló Bar cliccando dossier.
 

Amas de casa

Patrick Subirats Hofer  2008-03-03 

arte 

esposizioni 

"Amas de casa"
Exposició de dibuixos eròtics de Patrick Subirats Hofer
Bar Gal.leria "El Nus"
Carrer Mirallers, 5
Born - Barcelona
Dal 6 al 31 de març de 2008.

El proper dijous 6 de març, s?inaugura al bar gal.leria d?art "El Nus" situat al barri del Born de Barcelona (c/ Mirallers, 5), l?exposició de dibuixos eròtics "Amas de casa" del jove pintor barceloní Patrick Subirats Hofer (1974).
L?exposició consisteix en una sèrie de dibuixos de nus femenins, que han estat realitzats emprant fotografies de dones desconegudes trobades a la xarxa. Son fotografies fetes en l?intimitat de casa i sovint per la seva parella, és a dir, són totalment amateurs. Això dóna als dibuixos cert aire de moment íntim, fent que l?espectador se senti com un "voyeur". Els dibuixos están realitzats únicament a llàpis amb molt poc color, resaltant molt el contrast entre el blanc i el negre. Aquest fet atorga als dibuixos sobrietat i destaca la elegància de les postures provocadores i constantment suggerents, però amb certa timidesa de les dones fotografiades.
Finalment el fet de no dibuixar les cares de les dones, mantenint el seu anonimat, acaba donant als dibuixos cert punt de misteri.
L?exposició es podrà veure durant tot el mes de març.
 

Vermell a part

Web Fundació Miró Bcn  2008-02-26 

arte 

esposizioni 

"Vermell a part" (Rosso a parte)
Arte Contemporanea cinese dalla Collezione Sigg.
Fundació Joan Miró Barcellona
Dal 21 febbraio al 25 maggio 2008.

Con l?esposizione "Vermell a part" (Rosso a parte)la Fundació Joan Miró offre un ampio panorama dell?arte cinese più recente, opere provenienti dal fondo della collezione di arte cinese contemporanea più completa al mondo, curata da Uli e Rita Sigg. Si tratta di opere di vari stili e di artisti di particolare rilevanza, dall?epoca del Realismo Socialista ai giorni nostri. L?esposizione si divide in sei grandi sezioni che illustrano i fenomeni sociali e politici che hanno segnato l?arte cinese contemporanea e presentano opere di artisti di quali Ai Weiwei, Song Dong o Yue Min Jun.
Le sezioni sono le seguenti:
1. Mao come sottofondo: riferimenti all'ambiente politico e al fenomeno del culto della personalità del leader.
2. Trasformazione: la nuova Cina. I grandi cambiamenti economici e paesaggistici.
3. Storie personali: i nuovi cinesi. L?impatto dei cambiamenti sull?individuo e sulla collettività.
4. Nuove visioni di antiche tradizioni artistiche: l?integrazione di aspetti tradizionali nell?opera di noti artisti contemporanei.
5. Un?ironia particolare.
6. L?arte occidentale vista dalla Cina: rapporti tra arte cinese e arte occidentale.



 

Zoran Music

Web Ajuntament Bcn  2008-02-26 

arte 

esposizioni 

"Zoran Music (1909-2005): De Dachau a Venècia"
Fundació Caixa Catalunya
Casa Milà - La Pedrera
Pg Gràcia, 92
Curatore: Jean Clair.
Dal 26 febbraio al 18 maggio 2008.

Zoran Music (Gorizia 1909 ? Venezia 2005), pittore sloveno praticamente sconosciuto in Spagna, è il protagonista della nuova esposizione che presenta, fino a metà maggio, la Fundació Caixa Catalunya presso l?emblematico edificio della Pedrera.
Si tratta della prima retrospettiva itinerante realizzata dopo la morte dell?artista, avvenuta tre anni fa e che raccoglie più di 130 opere, molte delle quali inedite, come ricorda il curatore della mostra, Jean Clair.
L?opera di Music è uno studio intenso sulla fragilità umana e va ricondotto a quel vuoto esistenziale particolarmente diffuso negli anni posteriori al secondo conflitto mondiale, causato dall?orrore della guerra e dalla scoperta dei campi di concentramento e sterminio. Lo stesso Music fu internato nel campo di Dachau, in cui lavorò presso l?amministrazione dell?unità di infermeria e con i pochi mezzi che aveva a disposizione, dipinse circa 200 opere ("No som els últims" /Non siamo gli ultimi) che rappresentano profonde riflessioni sulla tragedia umana, sulla deportazione e sulla violenza della guerra. Probabilmente la parte più nota della sua produzione artistica.
Dopo la liberazione Music si trasferì a Venezia dove visse a lungo. La città lagunare insieme ai pittori spagnoli El Greco e Goya, hanno avuto grande influenza sulla sua opera. Si ricorda infatti il soggiorno madrileno del pittore, dedicato allo studio delle opere di questi artisti al museo del Prado. Dipinti, olii e disegni in cui la figura umana assume un protagonismo sorprendente e che Music ritrae in modo magistrale.
Anche se negli anni ?50 Music fu attratto dalla pittura astratta, soprattutto nella serie di opere sulle terre dalmate, il pittore sloveno in seguito abbandonò tale tendenza e si è concentrato, nell?ultimo periodo della sua produzione artistica, su paesaggi (Siena, Umbria, Venezia) e autoritratti, simbolizzanti solitudine e meditazione.
 

Dossier: Después del Silencio

Silvio Garabello  2008-02-25 

arte 

gallerie 

Silvio Garabello, nato e cresciuto nelle Langhe.

A ventanni ho cominciato a viaggiare, per l'Europa, vivendo e lavorando in Inghilterra, Scozia, Irlanda, Olanda, Germania, Portogallo, Egitto. Dal 2001 vivo in Spagna, Barcelona e Granada soprattutto, negli ultimi tre anni in ritiro nei boschi dell'Alpujarra, Sierra Nevada. Ho lavorato in una compagnia di teatro per ragazzi in tourné nazionali. Insegno, scrivo, traduco. Inizio l'apprendistato fotografico, fondamentalmente autodidatta, affascinato dalla profonda eloquenza della narrazione per immagini. L'Andalusia, il Portogallo, il Sudamerica , ma anche le Langhe, viste in una nuova prospettiva, Napoli, il Salento, sono gli scenari della mia attuale investigazione fotografica. Con un approccio non-giornalistico, piuttosto a metà tra il documentario e il linguaggio poetico inteso come dissociazione anarchica tra il soggetto e la sovrastruttura stereotipata che lo riveste. Registro momenti effimeri di altre storie, piccoli punti luminosi nascosti dal fracasso dell'idiozia dilagante, dei flussi turistici, della crescita economica, del benessere ad ogni costo, che mi riportino alla unità racchiusa in ogni frammento, che poi restituisco come un interrogativo aperto, come una scheggia di specchio piantata nel fango, come la pedata di un bimbo nella pozzanghera. La fotografia è un istante di apnea, è l'inizio di una conversazione, un atto di gratitudine.
U Russ (il Rosso) era il nome (o soprannome, "stranòm") di un mio antenato, un gigante pelorosso di cui mio nonno mi raccontava cose prodigiose, e che diede poi il nome alla sua numerosa discendenza e anche al posto dove sono cresciuto: Ca' du Russ.

"Después del Silencio".
Exposición de fotografías.
Inauguración: jueves 7 febrero 2008 22hs
ENTRESUELO - Pl. S. Agustín 2 - Granada.
Friend guest: Paolo Bonfiglio, pintor y realizador. Proyección de las películas de animación "Ars" y "Mater".

...la vida nos arroja al vacìo, y nosotros decimos en el aire: -voy por este camino! - eligo este otro!...(E.Pavlowsky)

(Castellano)
Russ (el Rojo) era el apodo de un antepasado, un gigante pelirrojo de quien mi abuelo me contaba aventuras prodigiosas, y que luego dio nombre a su vasta descendencia y también al lugar donde nací: Ca' du Russ (casa del Rojo)

Silvio Garabello Nacido en Italia, en la zona de Le Langhe. Con veinte años empieza a viajar, por Europa, viviendo y trabajando en Inglaterra, Escocia, Irlanda, Holanda, Alemania, Portugal, Egipto. Desde 2001 vivo en España, principalmente Barcelona y Granada. Los últimos tre años en la Taha de Pitres, entre los bosques de la Alpujarra granadina. He trabajado en una compañía de teatro para jóvenes, con giras en todo el País. Enseño, traduzco, escribo. Aprendo como se construye una cúpula, a jugar con los niños, y otras cositas sobre la vida, el amor y la muerte. Empiezo mi aprendizaje fotográfico, fundamentalmente autodidacta, fascinado por la gran expresividad de la narración por imágenes. Andalucía, Portugal, América Latina, le Langhe, el Sur de Italia, son los escenarios de mi actual investigación fotográfica. Con un punto de vista entre el documentario y el lenguaje poético, en el sentido de disociación anárquica entre el sujeto y la sobra estructura estereotipada che lo envuelve. Recojo momentos efímeros de otras historias, pequeños puntos luminosos escondidos entre el ruido de la estupidez, de los flujos turísticos, del crecimiento económico, del bienestar a toda costa, che me lleven a la unidad escondida en cada fragmento, que luego devuelvo come una cuestión abierta, como un pedazo de espejo clavado en el barro, como la patada de un niño en un charco. La fotografía es un momento de apnea, el comienzo de una conversación, un gesto de agradecimiento.
 

C?era uno che non scriveva libri

Lino Graz  2008-02-17 

cultura 

libri 

C?era uno che non scriveva libri...

C?era uno che non scriveva libri, non ne scriveva uno dopo l?altro. Non aveva scritto raccolte di poesie, né in rima né senza, né in verso libero né secondo complicati sistemi metrici asiatici medievali. Non aveva scritto diversi romanzi brevi e saggi e articoli su varie sfaccettature della realtà. Non aveva scritto neanche un romanzo lungo, di quelli promessi fin dall?adolescenza, romanzo corale e generazionale. Non aveva mai scritto copioni teatrali originali né adattamenti di opere classiche e moderne.
In uno dei suoi romanzi brevi più importanti non aveva immaginato se stesso, in gioventù, scrivere soggetti per fumetti d?avventura, il cui protagonista, uno svogliato investigatore, dedito all?alcol, appassionato di giardinaggio, abitava ad Algeri e ?lavorava? a Barcellona. Hugo, così si chiamava l?investigatore, l?aveva perseguitato per anni. Se lo trovava coinvolto in un naufragio nella tazza di tè della colazione, mentre si faceva strada col machete tra la vegetazione dell?insalata serale, o lo inseguiva in sogno con un paio di cesoie in mano.
Solo da ubriaco lo lasciava in pace.
In quanto ad argomenti, svariava molto, tanto da venire spesso accusato di opportunismo. Proprio lui che non aveva dedicato un saggio intero a criticare l?opportunismo. Maledetti invidiosi.
Ma adesso veniamo a parlare del romanzo lungo che non aveva scritto, la storia di una vita, il viaggio di un uomo, che qui presentiamo in nuova edizione critica. Si tratta di un libro di più di settecento pagine -e quanto fu difficile selezionare il materiale, che triste gettare alle fiamme più di cinquecento pagine di vita vissuta- che si intitola: "Non ricordo più le cose che volevo dire".
Sono cose che succedono, non bisogna farsi abbattere.
In fondo è normale, ci sono troppe cose da ricordare: di pagare l?affitto e le bollette, di fare la spesa, di chiamare quel collega tedesco entro domani (mi raccomando, che i tedeschi sai come sono fatti), del compleanno della zia (mi raccomando, che le zie sai come sono fatte).
Credo che ognuno di noi lettori si possa identificare con il protagonista di "Non ricordo più le cose che volevo dire". Quante volte abbiamo avuto sulla punta della lingua la parola giusta nel momento giusto, eppure non siamo riusciti a rammentarla. Anche il nostro scrittore, d?altronde, era così. Lo si capisce subito; fin dalle prime pagine, si nota l?incertezza dell?autore nei confronti della sua storia. Non sto affermando che divaghi, nient?affatto; anzi, la coerenza del racconto è invidiabile, nessun ostacolo sintattico né semantico intralcia lo scorrere delle pagine bianche.
 

Después del Silencio

Silvio Garabello  2008-02-16 

arte 

esposizioni 

?La fotografia è un momento di apnea,
l?inizio di una conversazione,
un gesto di gratitudine?

Raccontare che cosa sento, investigare l?animo umano e l?anima del mondo, è ? tra le tante - una fatica meritevole. con il loro linguaggio silenzioso le immagini raccontano storie in cui ci si può rispecchiare.

Esistono luoghi, momenti, nei quali il monologo interiore, la corrente di parole con le quali descriviamo e spieghiamo il mondo a noi stessi, quindi agli altri, si riduce al grado minimo, all?essenza, si avvicina al silenzio. Questo ci permette di ascoltare, di ricevere in pieno la forza espressiva di una immagine. Immagini che dicono, raccontano, domandano.

Le fotografie che propongo guardano all?uomo, che raramente appare in forma esplicita, piuttosto attraverso le sue traccie, la sua assenza. Attraverso immagini che spesso raccontano della desolazione, distruzione, abbandono, registro estremi geografici e umani (ho sempre sentito una forte attrazione per i limiti, le frontiere), racconto un tempo presente che abbiamo già vissuto, o forse è quello che ci aspetta?

Non voglio celebrare o vaticinare la catastrofe, piuttosto proporre una riflessione che personalmente vedo necessaria. Il silenzio non è un fine, un obiettivo, è una situazione precaria, instabile, una frontiera da transitare, dove qualcosa finisce e necessariamente qualcosa comincia.

Il silenzio è chiarezza, e questo alle volte pesa, spaventa, così lo sotterriamo velocemente con rumori rassicuranti. E se provassimo a conocerlo, ad attraversarlo?

silvio garabello uruss

?Il silenzio, in realtà, non esiste.
Quando non sento nulla,
è perchè non sto ascoltando.?

(L?INTELLIGENZA È ASCOLTARE - Andreo Nottetempo, poeta)

?La vida nos arroja al vacìo,
y nosotros decimos, en el aire:
- voy por este camino, elijo este otro...?

(SENSATEZ - E. Pavlovsky)
 

Lothar Baumgarten: autofocus retina

Web Macba Bcn  2008-02-11 

arte 

esposizioni 

"Lothar Baumgarten. Autofocus retina"
Curatore: Bartomeu Marí
Museu d?Art Contemporani de Barcelona (Macba)
Dall'8 febbraio al 15 giugno 2008.

Prima esposizione retrospettiva dell?artista tedesco Lothar Baumgarten (Rheinsberg, 1944) in Spagna. Figlio di un antropologo, Baumgarten visse alcuni anni presso gli indigeni di una tribù dell?Amazzonia venezuelana e fu uno dei primi asrtisti che, alla fine degli anni sessanta, introdusse i fatti delle rappresentazioni delle culture minoritarie, praticamente sconosciute alla cultura occidentale ufficiale.
Interessato alla "nozione" e alla scoperta dell?"altro" e alla rispettiva veicolazione nella storia, nei suoi lavori Baumgarten utilizza oggetti, immagini e la parola scritta come materiali fondametali per stimolare la riflessione sulle condizioni di scambio e di transito in rapporto ala geografia e all?accumulazione dei fatti storici.
L?esposizione riguarda in particolare il lavoro fotografico di Baumgarten, attraverso le serie "Carbon" (1989) e "Montaigne" (1985), che costituiscono saggi visivi e sintesi del suo lavoro.
Si parte dalle opere realizzate sulla geografia degli Stati Uniti, attraverso le due linee ferroviarie che attraversano il paese (Carbon), per arrivare alle iscrizioni visive nel paesaggio dell?Amazzonia venezuelana (Montaigne, serie che si espone per la prima volta). Sono fotografie in bianco e nero che testimoniano l?interesse di Baumgarten per l?iconografia naturalista e la visione di un artista-antropologo. Combinate con elementi testuali, le sue fotografie diventano enciclopedie del paesaggio in costante evoluzione.
Fa parte della mostra l?opera "Ecce Homo", del 2002, allestita presso la "Capella" del Macba di Barcellona. Sono state inoltre inserite opere emblematiche sulle culture sud americane, quali l?istallazione ?"Imago Mundi" (1988), che stabilisce una metafora tra diffusione della carta a colori nella fotografia e lo spirito dei colonizzatori del XXº secolo.
 

Vides minades. 10 anys

Web Cccb Bcn  2008-02-11 

arte 

esposizioni 

?Vides minades. Deu anys?.
Fotografie di Gervasio Sánchez.
Centre de Cultura Contemporània de Barcelona
Carrer Montalegre, 5
Dal 15 febbraio al 13 aprile 2008.

Protesi, mine e ritratti si aggiungono alle storie di vita captate da Gervasio Sánchez. Sokheurm Man, Adis Smajic, Fanar Zekri o Monica Paola Ojeda sono tra le vittime delle mine anti-uomo. Celato dalle cifre e dalle statistiche, che dicono che sono 300.000 i sopravvissuti con mutilazioni, il loro dolore rimane spesso occulto. Per non dimenticare queste vite spezzate, il Centre de Cultura Contemporània di Barcellona (Cccb) presenta "Vides minades. Deu anys", esposizione dedicata alle fotografie di Gervasio Sánchez.
Il progetto è nato nel 1995 da alcune istantanee che il fororeporter di Cordova comincia a collezionare e che riguardano vari fronti: l?Angola, la Cambogia, il Mozambico, l?Afganistan, il Nicaragua, il Salvador, la Bosnia-Herzegovina, l?Iraq, la Colombia e che sono state già presentate in una prima mostra, nel 1997, in occasione della firma del Trattato di Ottawa per la proibizione delle mine anti-uomo.
L'esposizione del Cccb presenta inoltre fotografie di 48 protesi, 25 tipi di mine anti-uomo e 98 ritratti di persone che sopravvivono con varie amputazioni. Storie come quella di Adis Smajic, che è passato attraverso un calvario di 30 operazioni o quella di Fanar Zekri, che a 18 anni e nonostante abbia perduto le gambe, non rinuncia al calcio, la sua grande passione.
Gervasio Sánchez non usa solo la fotografia come arma di denuncia, ma si impegna, con la sua testimonianza, a non far dimenticare che ?lo spirito del Trattato di Ottawa purtroppo non si è compiuto e la comunità internazionale non ha in realtà fatto molto per risolvere il problema: non ci sono stati aiuti effettivi alle vittime, né sono stati portati a termine progetti veramente efficaci per sminare i territori più pericolosi".
Per cui la situazione rimane drammatica: si calcola che saranno necessari mille anni per eliminare tutte le mine che sono disseminate per il mondo, tra cui bisogna ricordare quelle di fabbricazione spagnola e italiana. Malgrado ciò le vittime fotografate da Gervasio Sánchez, non perdono la voglia di vivere e con coraggio affrontano la dura realtà di ogni giorno.

Cenni biografici.
Gervasio Sánchez è nato a Cordova nell?agosto del 1959 ed è fotoreporter dal 1984. I suoi lavori vengono pubblicati sull?Heraldo de Aragón e su La Vanguardia, collabora inoltre con la Cadena Ser e la Bbc. È autore di vari libri fotografici tra i quali: ?El cerco de Sarajevo? (1995) e i volumi pubblicati dalla Editorial Blume, ?Vidas minadas? (1997 e 2002), ?Kosovo, crónica de la deportación? (1999), ?Niños de la guerra? (2000), ?La caravana de la muerte?, ?Las víctimas de Pinochet ?(2002), ?Latidos del tiempo? (2004). Ha ricevuto i premi ?Club Internacional de Prensa?, ?Andalucía de Cultura?, ?Derechos Humanos de Periodismo?, ?Liber Press?. Dal 1998 è inviato speciale per la pace dell?Unesco
 

Off Massana, collettiva 2008.

Elisa Pellacani e Tony Azorín  2008-02-05 

arte 

esposizioni 

Sale Busquet e Blava della Escola Massana, carrer Hospital di Barcellona.
Inaugurazione giovedì 7 febbraio 2008, alle ore 19:00

Si inaugura giovedì 7 febbraio alle 19.30 la prima tappa di questo nuovo anno di lavoro artistico del gruppo Off Massana, nelle diverse discipline.
Si tratta di ventotto artisti di provenienza e percorso diverso che ogni anno vengono selezionati per poter lavorare negli spazi che la scuola Massana mette a disposizione presso il Poble Espanyol. Spazi attrezzati per le diverse esigenze tecniche di varie discipline: gioielleria, incisione, pittura, fotografia e lavorazione su tessuto.
Coordinati da Tony Azorín, gli artisti sviluppano durante un anno un progetto personale, con la finalità non solo di realizzarlo, con un?ottica di interdisciplinarietà e collaborazione, ma anche di esposizione e quindi di contatto col pubblico. L?esposizione (a cui seguirà un?altra mostra a giugno, allestita presso il Poble Espanyol) è quindi il primo resoconto di un?attività che dalla stessa Tony Azorín viene qui di seguito descritta e che in molti casi è già stata laboratorio per artisti che hanno proseguito la loro attività al di fuori della Escola Massana.

"La exposición Off Massana del 7 de Febrero convoca a la nueva generación de artistas del año 2008.
Las disciplinas que se plantean son diversas, escultura, pintura, ilustración, joyería, fotografía y textil.
La riqueza de su contenido así como la diversidad de su temática, plantea una exposición en la que tienen lugar el planteamiento y el desarrollo personal de cada uno de los componentes. La Sala Busquest así como la Sala Blava, recogen a veintiocho artistas ,en un lugar situado en el interior del recinto de la escuela Massana, es un espacio visitado y circundado por alumnos y profesores que con curiosidad, durante un periodo de tres semanas, será escenario del proyecto Off Massana y que ofrece un bocado de la muestra que se presentará a principios de Junio de este mismo año, en la Sala Agustí Massana situada en el Poble Espanyol, lugar donde se encuentran los talleres de trabajo. El proyecto cumple ocho años de recorrido, todo gracias al esfuerzo y entusiasmo de los componentes, sin olvidar las instituciones que nos apoyan permitiendonos una libertad total de planteamiento y contenidos."

Tony Azorín

Questi gli artisti che espongono:
Emilie Rubio, Cecilia de Arriba, Tasey Watanabe, Anna Oyarzunmoyés, Nicolás Rojas Haye, Alejandra Castellani González, Diego Bisso, Javiera Gaete, Ana Cardim, Lucía Constanza Cofre Labbe, Sergio Lopez Navarro, Jordi Clusa Gironella, Carolin Mueller, Piedad García Zanartu, Catalina Dupont Grau, Raul Almendras Arias, Joan Elias Ripoll, Chiara Zenzani, Ana Yoel Zareceansky, Lourdes Carmelo Parra, Marisa Franco, Cristina Cebada, Carles Azcón, Núria Molinas, Clara Trucco, Marta Boan, Elisa Pellacani, Pilar Romero, Rosa García.
L?inaugurazione di giovedì prevede l?apertura a cura del violinista argentino ?Isabelasnacho?, che si esibirà in una performance su testi di propria composizione.

Elisa Pellacani
 

Eufòria_02: Golden Eyes

Jorge Puértolas Marcén  2008-02-05 

arte 

esposizioni 

"Eufòria_02: Golden Eyes"
Petra Mrzyk e Jean-François Moriceau
Espai Montcada CaixaForum Barcelona
Dal 18 gennaio al 23 marzo 2008

Una camera vuota... disegni in bianco e nero che circondano il pubblico... un?immagine che ben potrebbe rappresentare la mente dell?essere umano. Si tratta dell?esposizione "Eufòria_02: Golden Eyes" di Petra Mrzyk e Jean-François Moriceau, che ci fanno partecipi delle loro creazioni sull?euforia, fino il prossimo 23 marzo, presso l?"Espai Montcada" del CaixaForum di Barcellona.
La mostra è la seconda parte di questo ciclo, sviluppato dal curatore David Armengol, di cui l?euforia è il nesso d?unione. In "Eufòria_02: Golden Eyes" si possono contemplare disegni di vario tipo, con un chiaro riferimento all?iconografia attuale. La sessualità è uno dei principali argomenti trattati; gli artisti trovano questo tema negli oggetti e ne sottolineano le caratteristiche per far riflettere il pubblico. L?uso iconografico viene collegato all?attualità e si estende dal cinema alla pubblicità, in questo modo si delinea un caos senza principio né fine, in cui i disegni si sovrappongono dando un senso di profondità che rimanda il pubblico all?analisi del proprio subcosciente.
Due sono le modalità per avvicinarsi al senso della mostra: un modo individualizzato (concentrandosi su ogni disegno), ma l?immediata necessità di allontanarsi per contemplare il singolo disegno nell?insieme che lo circonda, fa intuire che solo una visione unitaria può dare una valida chiave di lettura dell?opera. L?inclusione dei disegni in cerchi neri fa pensare alle bollicine d?ossigeno nell?acqua e in qualche maniera ispira un senso di libertà, ma si tratta di una libertà fragile (in apparenza) come i pensieri; pensieri spesso senza un senso chiaro ma che parlano di noi.
"Eufòria_02: Golden Eyes" è la prima mostra di questi due artisti in Spagna. Come dice David Armengol nella presentazione, non è casuale il nome della mostra dato che Mrzyk e Moriceau sono da anni affascinati dalla "Spia di Sua Maestà". Passione che è diventata un loro segno distintivo, insieme ai film del famoso agente segreto inventato dalla fantasia di Ian Fleming. Questi disegni hanno un?intensità che coinvolge totalmente il pubblico, che spesso resta immobile nella contemplazione, quasi fosse intrappolato in una ragnatela.
 

Cavalia

Sito Ufficiale Cavalia  2008-02-02 

arte 

eventi 

Cavalia
Parc del Fòrum
Rbla Prim , 2*4 Barcellona
Carpa de la plataforma marina del Fòrum
Dal 29 gennaio a 27 febbraio 2008

"Cavalia" è uno spettacolo equestre multimediale creato da Normand Latourelle, uno degli artisti pionieri del Cirque du Soleil.
Acrobati, saltimbanchi, ballerini, cavalieri e 60 cavalli in uno spettacolo che combina la tradizione equestre e le arti sceniche e sintetizza l?evoluzione del rapporto uomo-cavallo nella storia. "Cavalia" viene rappresentato nella Gran Carpa Blanca, un tendone di 30 metri d?altezza che può contenere oltre 2000 spettatori, che a Barcellona viene montato presso la plataforma marina del Fòrum.

Protagonizado por más de 60 caballos y 37 artistas, el espectáculo ecuestre multimedia abrirá sus puertas al público de Barcelona a partir del 29.
El creador, presidente y director artístico de ?Cavalia? es Normand Latourelle, uno de los pioneros de Cirque du Soleil, del que formó parte hasta 1990. "Cavalia" llega a España tras haber seducido a más de un millón y medio de espectadores en Estados Unidos, Canadá y Europa.
"Cavalia" es un espectáculo incomparable,una perfecta ?e inédita ? combinación de tradición ecuestre y artes escénicas que sintetiza la evolución de la relación entre elhombre y el caballo a lo largo de la historia,basándose en diversas disciplinas.
Acróbatas, saltimbanquis, bailarines, jinetes y músicos comparten un gran escenario con los caballos, en una experiencia diferente y cautivadora.
Diseñada especialmente para "Cavalia", la Gran Carpa Blanca alberga un escenario de 50 metros de largo donde los caballos pueden moverse con libertad y dar rienda suelta a su nobleza, fuerza, belleza e instinto.
Este espectacular espacio,con sus cuatro torres de una altura similar a la de un edificio de diez pisos y con capacidad para albergar a 2000 espectadores,se ha convertido en una de las carpas itinerantes más grandes del Continente.
 

Gli appuntamenti

Lino Graz  2008-02-02 

cultura 

libri 

Gli appuntamenti.
Di Lino Graz.

Qualche anno fa mi imbattei nella storia di uno che nella vita conobbe moltissime persone e fu amico di quasi tutte loro. Per ragioni su cui non vale la pena dilungarsi, mi sono in seguito trovato a indagare la vita sociale di quest?uomo da un punto di vista statistico.
Ebbene, visse ottantacinque anni e conobbe millecentoquindici persone, settecentosette delle quali considerava amici. Prese con seicentoventuno di essi un totale di seimilacentoquindici caffè, quattromilatrecentodue birre, duemilaottocentoventisette bicchieri di vino (per mancanza di spazio, tralasceremo di distinguere le qualità di caffè, birre e vini). Con appena cinquantatre andò centoquarantaquattro volte al cinema, settantatre a teatro, duecentosessantacinque a concerti di musica varia, in piedi o seduto. Scambiò con ottocentoventinove, tra conoscenti e amici, cinquantamila ottocentotrentasei mail e ventisettemila trecentoquattordici telefonate.
Durante le conversazioni, in presenza o al telefono, e tramite gli scambi di mail, trattò venticinquemila seicentododici volte del tempo ?in settemila ottocentosei occasioni pioveva-, quindicimila trecentoundici volte di problemi familiari e affettivi, diecimila settecentosei di salute propria e altrui, settemila centoventisette di politica ?quattromila cinquecentonove infervorandosi-, seimila ottocentodue di sport ?seimila settecentocinquantuno di calcio, solo cinque volte di scherma-, tremila novecentoquattordici volte parlò o ascoltò di viaggi, tremila novecentosette di libri, duemila duecentosei di film?
Interrompo qui questa enumerazione per concentrarmi su un anno solo della sua vita, preso a modello: l?anno in cui compì 40 anni. Durante quell?anno prese centoquarantasette appuntamenti con novantatre amici ?tralasciando quindi il dentista, il medico e gli impegni di lavoro, ma considerando invece l?avvocato e il barbiere, visto che riteneva di avere con loro un rapporto di amicizia.
Con il passare degli anni il numero di appuntamenti prese a ridursi. Gli impegni della vita adulta rendono sempre più difficile far coincidere orari e luoghi. Inoltre, poiché invecchiava senza sosta, cominciò a temere che non avrebbe più visto alcuni dei suoi amici.
Le somme si trasformarono in sottrazioni. Si spaventò pensando che di molti forse non avrebbe neanche saputo la fine, né loro la sua. Negli ultimi anni di vita, ogni volta che si guardava allo specchio, gli sembrava di scorgere una traccia di una delle millecentoquindici persone che aveva conosciuto.
 

Sex in Legoland

Angelo Rossi  2008-01-30 

cultura 

libri 

Ma i Lego fanno sesso?
"Sex in Legoland" di Giovanna Marmo.

"Lì nel parco
oggi è proprio
una bella giornata?
ho una piccola cacca in mano
se vuoi posso regalartela

io se vuoi
posso spararti un proiettile di piscio in bocca
grazie, sei gentile
grazie, sei gentile"

Il nostro viaggio nella poesia contemporanea italiana che viaggia su cd, una poesia che quasi potremmo definire più precisamente come "fonografia", cercando di spostare l'asse di questi eventi di scrittura dalla tipografia all'incisione di una traccia "fonica", continua con un cd che ha avuto una notevole risposta da parte della critica: e ben a ragione. Oggi parleremo, infatti, di "Sex in legoland", opera scritta e performata da Giovanna Marmo, poetessa-performer, ma sarebbe più adatto dire "artista", napoletana che ha all'attivo già numerose opere. In verità "Sex in Legoland" è uscito già qualche anno fa, nel 2002, esclusivamente su cd, per i tipi di Derive/Approdi: la voce della Marmo è supportata dalla sapientissima sezione musicale ad opera di Frank Prota, musicista napoletano già membro degli ormai leggendari Le Loup Garou (http://www.leloupgarou.org/). Come dice il titolo l'opera è un vero e proprio concept album su un universo-Lego parallelo che prende vita dalle parole e dalle voce della Marmo. In realtà vorremmo avanzare un'ipotesi per spostare l'asse dell'analisi e guardare l'operazione della poetessa napoletana da un'ottica prettamente deleuziana. Partendo da un'operazione tutta linguistica e metaforica, la Marmo si inserisce nel flusso indistinto della comunicazione contemporanea, ne delimita un perimetro ad alto potenziale simbolico e immaginativo, se ne impossessa e lo piega al proprio intento poetico: si impossessa del mito dei Lego, duplicazione plastica e metaforica della serializzazione umana coeva, e disegna una stralunata geografia-Lego. Questo mondo-Lego parallelo alla Legoland vera trova nella parola viva e nella musica una potenza viva, quasi elan vital che lo rende tridimensionale, immaginifico e reale, ma è un incanto paradossalmente carnale: i corpi-lego mangiano, sporcano, sputano, producono cacca, piscio, sperma, sangue proprio come un corpo umano. Attribuendo ai Lego quello che è il carattere più umano, la corporeità, la Marmo sembra come voler sottoporre al lettore-ascoltatore una piegatura riflessiva: in essa l'uomo si specchia e riscopre nella Legoland proprio quella corporeità che lo rende umano e che innaturalmente rifiuta, sottomettendosi alla tirannia delle leggi del mercato rappresentata proprio dai Lego. Questi assumono qui come una specie di ruolo eversivo: simbolo del sistema di produzione capitalistica, che serializza l'uomo e lo priva del corpo così come sono seriali e plastificati i Lego, sono proprio loro ad aprire un fronte interno alla civiltà dei consumi assumendo in quest'opera una corporeità, una carnalità che costringe l'uomo a riflettere su di sé. Insomma, la Marmo partendo da un'incursione nel mondo della comunicazione e facendo un vero e proprio foro nel flusso, dà vita ad una plastica messa in situazione avvolta da una stralunata e stupefacente affabulazione: non si tratta più di poesia, ma di una creazione plastica. Crediamo di poter affermare che "Sex in Legoland" è molto più vicino ad una vera e propria opera d'arte che ad un'opera di audiopoesia.
 

Il Carnevale di Sitges

R. F.  2008-01-23 

cultura 

costumi 

Il Carnevale di Sitges
Dal 31 gennaio al 6 febbraio 2008.

Sitges è un?importante località balneare nei pressi di Barcellona ed è nota per essere la sede del Festival Internazionale di Cinema della Catalogna, per il Festival del Teatro e per il Carnevale, uno dei più prestigiosi della regione.
Un sorprendente spettacolo che dura un?intera settimana, in cui per le vie della cittadina si succedono le sfilate di carri e maschere, di gruppi teatrali su piattaforme mobili e straordinarie composizioni floreali. Il tutto dinamizzato dal ritmo infuocato dei gruppi musicali partecipanti che suonano senza sosta, tra luci, colori e fantasia?..
Le sfilate sono una notevole esibizione di creatività estetica ed artistica, così come le coreografie originali, che hanno reso celebre il Carnevale di Sitges.
Il personaggio del ?Carnestoltes? (il Carnevale) è il vero protagonista della festa e rappresenta la parte ironica e burlesca dell?avvenimento. I festeggiamenti iniziano infatti con il suo ?arribo? (arrivo) e con la sua consacrazione a ?comandant de la Vila? (comandante della Città), segue quindi il suo sermone satirico ("predicot") dal balcone del Palazzo del Comune e continua le sue "performances" durante tutta la settimana, fino alla morte e al suo ?enterrament? (sepoltura / funerale), che diventa l?atto ludico/ luttuoso che chiude la festa. Ma per una settimana sarà il Re del Carnevale e inviterà al divertimento, alla satira, alla trasgressione dell?ordine stabilito.
Recentemente si è affiancata alla classica e tradizionale figura del Carnestoltes quella della Regina del Carnevale, rappresentazione della bellezza e del ?glamour?, che sfilerà Martedì Grasso e Giovedì Grasso.
Per informazioni dettagliate sul programma del Carnevale di Sitges 2008, vi invitiamo a consultare la pagina web ufficiale:
www.sitges.com/carnaval/carnaval.htm
 

Las mujeres que no conocemos

Web CCCB Bcn / Trad. R. F.  2008-01-20 

spettacoli 

cine 

?Las mujeres que no conocemos? (Le donne che non conosciamo)
CCCB(Centre de Cultura Contemporània de Barcelona)
Dal 23 Gennaio 2008 al 30 Marzo 2008

?Las mujeres que no conocemos? (Le donne che non conosciamo) fa parte, insieme a ?Unas fotos en la ciudad de Sylvia?(Alcune foto nella città di Silvia) e a ?En la ciudad de Sylvia?, dell?ultimo progetto creativo di José Luis Guerin. Tre formati diversi intorno al medesimo discorso, la stessa tematica: la riflessione del cineasta sul ritratto femminile, il tempo che fugge e la propria creazione cinematografica. In ?Las mujeres que no conocemos?, istallazione espositiva prodotta in occasione della Biennale di Venezia dello scorso anno e allestita presso il padiglione spagnolo, Guerin utilizza il montaggio foto-sequenziale, formato a metà strada fra il cinema e la fotografia.
Il risultato rappresenta un nuovo passo in avanti verso la confluenza tra cineasti e musei e indaga un versante originale, quello del cinema ?esposto? d?avanguardia, che ha avuto tra i primi promotori proprio il CCCB di Bcn.

José Luis Guerín (Barcellona 1960).
Regista, documentarista e professore di Cinematografía presso l?Università Pompeu Fabra di Barcellona, si è imposto alla critica già con uno dei suoi primi lavori, ?Los motivos de Berta? (I motivi di Berta), Premio Sant Jordi 1983. Nel 2001 con ?En construcción? (In costruzione), film documentario in cui viene poeticamente narrata e documentata la demolizione del ?barrio chino? (Raval) di Barcellona, è arrivato anche al grande pubblico. ?En construcción? ha ricevuto parecchi riconoscimenti in Spagna e all?estero, tra i quali il Premio Goya (equivalente al David di Donatello, ndr) di quell?anno al miglior documentario e la Menzione Speciale della Giuria al Festival de Cine de San Sebastián. Da ricordare inoltre: Innisfree (1990), Tren de sombras (1997) e l?ultimo lungometraggio ?En la ciudad de Silvia?(2007), presentato al Festival del Cinema di Venezia dello scorso anno.
 

I principi etruschi tra oriente e occidente

R. F.  2008-01-20 

arte 

esposizioni 

?I principi etruschi tra oriente e occidente?
Caixa Forum Barcellona
Av. Marquès de Comillas, 6-8
Tel. 00 34 93 476 86 00.
Curatrice: Anna Mura.Sommella
Dal 31 gennaio al 4 maggio 2008.

Si continua a parlare del ?mistero etrusco?, per le particolarità etnografiche, linguistiche, religiose, politiche e culturali che fanno degli Etruschi un popolo così diverso da quelli che popolarono anticamente la penisola italica. Tra i molteplici interrogativi che da secoli attendono di essere svelati, quello che riguarda la loro origine è forse il più oscuro e determinante. Si tratta di un popolo che emigrò dall?Asia Minore e si stabilì nell?attuale Toscana, come affermava il grande storico greco Erodoto o era un popolo autoctono, come si pensava nell?epoca augustea?
L?esposizione ?I principi etruschi tra oriente e occidente? che dal 31 gennaio al 4 maggio è possibile visitare presso il Caixa Forum di Barcellona, è una ghiotta occasione per saperne di più.
La mostra raccoglie più di centosettanta opere, provenienti dai Musei Vaticani, dal Museo Etrusco di Villa Giulia, dai Musei Capitolini di Roma, dal Museo Archeologico di Firenze, dal Louvre e da altri musei minori. Si possono ammirare semplici oggetti o splendidi gioielli, opere che permettono di ricostruire gli aspetti più significativi e originali della cultura e della tradizione artistica degli Etruschi attraverso un percorso articolato in due grandi ambiti storico-artistici, compresi tra l?VIII e il III secolo a. C. Nel primo settore, dedicato all??Età dei Principi?, vengono presentate, attraverso preziose testimonianze archeologiche, le manifestazioni di fasto tipiche della cultura ?orientalizzante?. Il secondo settore prende in considerazione il periodo tra il VI e il III secolo a. C., che segna l?affermarsi della cultura urbana nelle grandi città-stato e permette al grande pubblico di avvicinarsi agli aspetti della vita pubblica e privata degli Etruschi.
Molte le conferenze organizzate nell?ambito dell?esposizione, tra le quali ricordiamo ?I principi etruschi ed il fasto delle corti orientali?, con la quale la curatrice, la dott.ssa Anna Mura.Sommella, Direttrice dei Musei Capitolini di Roma, inaugura l?evento.
(30 gennaio 2008. Ore 18:00, Auditori Caixa Forum)
 

I ristoranti di Vázquez Montalbán

Verònica Heredia Web Ajuntament Bcn  2008-01-15 

vivere 

bere 

I ristoranti di Vázquez Montalbán.
Dallo scorso lunedì 14 gennaio, 20 ristoranti di Barcellona e della Catalogna offrono ai propri clienti un menú ispirato allo scrittore e giornalista Manuel Vázquez Montalbán, grande appassionato di gastronomia. ?Els menús Manuel Vázquez Montalbán? sono un?iniziativa di 20 ristoranti che vogliono rendere omaggio all?autore barcellonese scomparso nell?ottobre del 2003, che ci ha lasciato pagine mirabili in cui descriveva, con dovizia di particolari, i piatti che gustava in alcuni ristoranti di Barcellona, ormai entrati nel mito, come il detective Pepe Carvalho ed il fedele Biscuter. Sono ora i ristoranti a ricordare e a riproporre quelle ricette, in una sorta di itinerario tra gastronomia e letteratura.
L?iniziativa viene organizzata parallelamente all?esposizione ?Con Manuel Vázquez Montalbán?, allestita presso il Palau Robert di Barcellona, che, fino al 16 marzo 2008, presenta un percorso nella vita e nell?opera del popolare scrittore barcellonese attraverso due sue grandi passioni: la buona cucina e i viaggi.
I ristoranti che partecipano all?iniziativa sono: Can Borrell, Can Lluís, Can Solé, Egipte, Eldorado, Fonda Europa, Hispania, Motel Empordà, Casa Leopoldo, María de Cadaqués, Odissea, Pa i Trago, Peixerot, Els Pescadors, Quo Vadis, El Racó d'en Binu, Rincón de Aragón, Sant Pau, Senyor Parellada e Via Veneto.
Tra i piatti che si potranno gustare ricordiamo il classico capretto al forno del ristorante Can Lluís, il ?bacallà à Bràs?di Casa Leopoldo, il pasticcio di cipolla e formaggio dell'Egipte, la trippa ?amb cap i pota? del ristorante Els Pescadors o il gelato ?de palo santo? dell'Eldorado.
Anche la nota cocteleria Boadas si è unita all?omaggio, con alcuni ?combinados?ispirati a Montalbán, a Carvalho e a Biscuter.
Consultare i menú su questo sito: http://w3.bcn.es/fitxers/home/menus.066.pdf
E?.buon appetito.
 

Barcellona fotografata

Rossend Casanova / Trad. R. F.  2008-01-08 

cultura 

libri 

L?Arxiu Fotogràfic (dell?Arxiu Històric) della Città di Barcellona presenta il volume ?Barcelona fotografiada? (Barcellona fotografata).
Il libro raccoglie per la prima volta le più di cento fonti fotografiche conservate presso l?Arxiu Fotogràfic della città, creato nel 1906, che conserva ben due milioni di fotografie, provenienti da raccolte pubbliche e private, dagli inizi della fotografia ai giorni nostri. Tra queste fonti, che contribuiscono a costruire la storia della città di Barcellona, ci sono istantanee di fotografi anonimi o sconosciuti e opere di autori (documentaristi, fotoreporter e ritrattisti) molto noti quali Charles Clifford, Antoni Esplugas, Pau Audouard, Jean Laurent, Josep Postius, Pérez de Rozas, Colita, Josep Maria Sagarra, Frederic Ballell, Josep Domínguez, Amadeu Mariné e Francesc Serra.
Immagini insolite e simboliche della Ciutat Comtal.
ll volume, concepito in forma di guida, fa inoltre conoscere l?evoluzione storica dell?Arxiu Fotogràfic e costituisce un importante fondo documentale che aiuta a ricostruire e seguire l?evoluzione storica della città e della storia della fotografia.
 

Picasso i la seva col.lecció

Web Museu Picasso Bcn / Trad. R. F.  2008-01-02 

arte 

esposizioni 

?Picasso i la seva col.lecció? (Picasso e la sua collezione)
Museo Picasso di Barcellona
Carrer Montcada, 15
Fino al 30 marzo 2008.

Il Museo Picasso di Barcellona presenta la collezione personale del grande Maestro composta da più di un centinaio di opere, tra le quali dipinti di Renoir, Cézanne, Rousseau, Braque, Matisse, Miró, Degàs, Coubert, M.Jacob, Seurat, Fernández, Derain, Max Ernst, Van Dongen, Modigliani e Vuillard.
?Sono i miei amici?, confidò Picasso al mercante d?arte Kahnweiler. ?In fondo che cos?è un pittore? Un collezionista che vuole raccogliere una collezione dipingendo egli stesso i quadri di altri pittori che gli son piaciuti?.
Picasso ha raccolto le opere di illustri colleghi durante tutta la sua vita, che può essere quindi ripercorsa attraverso questa esposizione che per altro non ha carattere cronologico. Molti di questi quadri sono frutto di scambi tra il Maestro e altri grandi artisti. Picasso li teneva nel suo studio, magari per terra o appesi o impilati tra le sue opere. Pareva quasi che facessero da sfondo al suo luogo di lavoro quotidiano.
Il Maestro voleva cedere questa collezione allo stato francese, a condizione che fosse mantenuta integra. Alla sua morte gli eredi hanno rispettato la sua volontà. Pertanto il Museo Picasso di Parigi raccoglie la parte essenziale di questa collezione, completata da altre opere cedute in seguito dagli eredi.
La collezione di Picasso è stata presentata a Monaco di Baviera nel 1998 e a Parigi nel 1999 ed è la prima volta che viene esposta in Spagna.
 

Charlie Chaplin a Bcn

Web Caixa Forum / Trad. R. F.  2008-01-02 

arte 

esposizioni 

?Chaplin en imatges?
CaixaForum Barcelona
Avinguda Marquès de Comillas, 6-8
Fino al 27 aprile 2008.

Organizzata dalla Fundació ?la Caixa? e da NBC Photographie di Parigi, è la prima grande esposizione dedicata a Charlie Chaplin allestita in Spagna.
La mostra raccoglie circa 250 documenti, principalmente fotografie, materiale documentario, sequenze di film e poster, con molti inediti. Attraverso le immagini si ripercorre la vita di Charles Chaplin, l?attore e il personaggio pubblico, dalla creazione della figura di Charlot agli ultimi lavori.
Chaplin fu uno dei primi artisti a conseguire un grande successo mediatico, che lo fece diventare un personaggio molto amato e una vera e propria icona del XXº secolo.
Parallelamente all?attività di attore, Chaplin fu anche un acclamato cineasta e nel periodo di massima notorietà, negli anni trenta, iniziò ad includere regolarmente nei suoi film elementi di critica sociale. Le sue posizioni politiche provocarono un lento distanziamento dal pubblico di massa e tensioni con le aut