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Bcn-it ( Barcellona)

BCN-IT.COM
Rivista virtuale e multimediale.
Pagina web di servizi e informazioni su Barcellona
e la Catalogna in italiano, catalano e castigliano.
Sito di comunicazione culturale tra Barcellona e l’Italia.


BCN-IT.COM
Revista virtual i multimedial.
Web de serveïs e informacions sobre Barcelona
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In italiano non solo per italiani
Programma radiofonico in lingua italiana che trasmette
da RADIO CONTRABANDA ( 91.4 FM ) Barcellona.

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Que es

Revista multimedia contemporánea en estilo italiano de Barcelona,

que quiere revelar al público local e internacional las tendencias culturales de Barcelona con una particular atención por la evolución de las costumbres y del lenguaje.
Al mismo tempo bcn-it se propone como punto de encuentro para los italianos y los italianófilos, para los enamorados de Barcelona y de Cataluña, para todo tipo de persona o institución interesada en la cultura mediterranea y latina.


Come si fa
La gestione contemporanea di svariate collaborazioni editoriali provenienti da località a volte lontane da Barcellona, unita alla complessità della comunicazione multimedia, multipiattaforma e multilingua, ha comportato la necessità di creare una redazione facilmente raggiungibile e gestibile da chiunque, ovunque si trovi.
È stata così realizzata una piattaforma informatica, raggiungibile via Internet, dotata delle seguenti caratteristiche:

www.bcn-it.com

Links:

Creación del portal:

www.cyberblue.com.mx

www.multimediaal.com

Agradecimientos:

contrabanda
cyberblue
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Lino Graz
jessica braun
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lesya starr
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aticas
me saca granos
creacions
1C1A
Sushi Kato

Sushi Kato

 

Titulos presentados en la revista:
(titoli presentati nella rivista)

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(titolo)
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(categoria)
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texto
(testo)
Tracciamo una mappa  La città di Urbano 2  Lino Graz  2007-09-09  cultura  libri  Tracciamo una mappa
(la città di Urbano)

poi la strada la trovi da te
(Edoardo Bennato)

All?Ernesto, viaggiatore


La mappa che Urbano ha disteso sul pavimento di piastrelle a figure rosse, grigie e bianche della casa del Raval di Barcellona, parte da una strada sterrata che da una collina, attraverso boschi di castagni, querce e frassini, conduce a un lago. Urbano la segue con un dito. Davanti a mappe, carte, piantine, si sente un vero viaggiatore, un esploratore come Brazzà, che da Udine attraversò la giungla per andare a Brazzaville in Congo, come un piccolo Marco Polo in tempi di GPS, fondatore di città come Alessandro e Augusto, ma virtuali (quante Urbanopolis si contano sul mappamondo!), trafficante di schiavi, schiavo lui stesso, poi liberto, amante di una principessa decaduta (che oggi assume le fattezze della farmacista di Sant Pau), mercante di seta e porcellane (e papaveri) dall?Asia, ebreo errante, olandese volante, inviato speciale, scrittore di viaggi, cartografo maiorchino, missionario gesuita, poeta, navigatore e santo.
Qualcuno dice che sul fondo del lago ci sono secoli, se non millenni, di storia. Qualcun altro dice che invece non c?è quasi niente, perché ogni anno il Comune lo drena. I primi al paese li chiamano i Fantasiosi, i secondi i Cinici. Tra Cinici e Fantasiosi, ogni San Lorenzo, festa patronale, si svolgono tornei di calcio, bocce, tiro a segno, ballo di coppia, scacchi, ramino, domino, sputo del nocciolo dell?oliva e altre discipline. La rivalità non impedisce comunque a Cinici e Fantasiosi di lavorare e ubriacarsi insieme. Si contano addirittura coppie miste: lei Cinica lui Fantasioso, lei Fantasiosa lui Cinico.
Il paese è gemellato con un altro paese vicino a un altro lago. I due paesi distano molti chilometri l?uno dall?altro. Sulla strada che li separa (o unisce, come preferite), ci sono, nell?ordine: un alto e frondoso platano, vecchio di un secolo, sotto il quale vive un matto che dice di esserne il figlio; una grande città, vecchia di un millennio, dentro la quale vivono più di un milione di matti che dicono di esserne i figli; una catena montuosa difficile da oltrepassare da cui scende un ampio e lungo fiume: sulle pendici dei monti e lungo le sponde del fiume sorgono templi di fogge diverse, dedicati a divinità incaricate di svariati compiti (dall?agricoltura alla ginecologia, dalla medicina omeopatica alla psichiatria, dalla protezione di viaggiatori e marinai alla distillazione di liquori, fino alla benedizione di bambini con acqua o con fuoco); vi sono poi un circo di donne barbute, venditori di sogni e unguenti miracolosi, ballerine alate, domatori di chimere mezze uomini e mezze animali e altre incredibili attrazioni; cinque zone di frontiera transitate su e giù da trafficanti di sigarette, magliette, elettrodomestici, elettricisti, sarti e fumatori; distese di campi coltivati a grano, orzo, segale, alfalfa, girasoli, granoturco; distese di terre coperte di boschi, abitati da lupi, cinghiali e orsi, o di sterpaglie popolate da pulci, formiche, topi e cani randagi.
La mappa che Urbano ha disteso sul pavimento di piastrelle a figure rosse, grigie e bianche della casa del Raval, sembra adesso assumere la forma di un aquilone, poi di una stella, una cupola, un piede. Tutto sottosopra, Urbano la piega a farne una barca, un aereo, una rana gigante. Non contento del risultato, la ridispiega sul pavimento. Ora la mappa però è piena di pieghe e strappi. Nelle pieghe si sono infilati profughi e clandestini e dagli strappi sono passati stormi di uccelli migratori.
Difficile raccapezzarsi in questa giungla di segni. Chissà come avrà fatto Brazzà in Congo? Avrà chiesto in giro:
- scusi, per Brazzaville?
- la fondi pure là.
Gli avrà risposto un abitante del bosco indicando una radura lungo il Congo.
I vecchi dicono che non bisogna mai dimenticare da dove si viene. Certo, pensa Urbano, anche se a volte sarebbe più utile non dimenticare dove si va.

Lino Graz

Barcellona, settembre 2007