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Bcn-it ( Barcellona)

BCN-IT.COM
Rivista virtuale e multimediale.
Pagina web di servizi e informazioni su Barcellona
e la Catalogna in italiano, catalano e castigliano.
Sito di comunicazione culturale tra Barcellona e l’Italia.


BCN-IT.COM
Revista virtual i multimedial.
Web de serveïs e informacions sobre Barcelona
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ZIBALDONE

In italiano non solo per italiani
Programma radiofonico in lingua italiana che trasmette
da RADIO CONTRABANDA ( 91.4 FM ) Barcellona.

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Que es

Revista multimedia contemporánea en estilo italiano de Barcelona,

que quiere revelar al público local e internacional las tendencias culturales de Barcelona con una particular atención por la evolución de las costumbres y del lenguaje.
Al mismo tempo bcn-it se propone como punto de encuentro para los italianos y los italianófilos, para los enamorados de Barcelona y de Cataluña, para todo tipo de persona o institución interesada en la cultura mediterranea y latina.


Come si fa
La gestione contemporanea di svariate collaborazioni editoriali provenienti da località a volte lontane da Barcellona, unita alla complessità della comunicazione multimedia, multipiattaforma e multilingua, ha comportato la necessità di creare una redazione facilmente raggiungibile e gestibile da chiunque, ovunque si trovi.
È stata così realizzata una piattaforma informatica, raggiungibile via Internet, dotata delle seguenti caratteristiche:

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Creación del portal:

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Agradecimientos:

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cyberblue
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Lino Graz
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1C1A
Sushi Kato

Sushi Kato

 

Titulos presentados en la revista:
(titoli presentati nella rivista)

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(titolo)
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(categoria)
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texto
(testo)
Il supermercato dei sentimenti    Mariona Barrera  2008-04-13  cultura  libri  Il supermercato dei sentimenti.

Piero era un uomo molto normale, con tutto quello che ?normale? comporta. Era un uomo di media età, né alto né basso, né grasso né magro. Era sposato con Nicoletta, la prima donna che aveva baciato, da 20 anni e avevano due ragazzi: Luca e Giulia. Abitavano in un appartamento non molto grande neanche molto piccolo in periferia. La loro vita era, semplicemente, normale.

Ogni mattina Piero si svegliava alla stessa ora, alle sei. Gli piaceva svegliarsi di prima mattina quando nella casa regnava la tranquillità e il silenzio. Così poteva fare colazione mentre leggeva il giornale. Un?ora dopo, cominciava la frenesia propria di ogni giorno: baruffe, corse, rumori di pentole...

Lui accompagnava i ragazzi a scuola. Di solito, prendevano il tram dove Piero poteva continuare a leggere un po? di più il giornale perché i ragazzi parlavano -bene, litigavano, sarebbe più esatto? tra loro. Dopo averli lasciati alla porta della scuola, continuava il suo tragitto fino al lavoro a piedi.

Faceva il contabile in un?azienda d?esportazione/importazione, situata in centro. Lì lavorava otto ore praticamente solo e soltanto aveva una pausa al giorno per pranzare. Di solito, pranzava con Tommaso, un collega molto diverso da lui, un po? testa calda e molto avventuriero, ma con il quale gli piaceva parlare, non sapeva molto bene perché.

Un venerdì, all?ora di pranzo, Tommaso gli propose:
-Ascolta Piero, perché non vieni con me questa sera all?uscita del lavoro? Voglio portarti a un posto che ho scoperto due settimane fa e che non posso levarmelo dalla testa.
-Dov?è?
-È in periferia e vedrai come ti piace. Non posso raccontartelo perché devi vederlo con i tuoi propri occhi.

Normalmente, Piero gli avrebbe detto di no, ma quel giorno curiosamente Nicoletta non sarebbe stata a casa perché doveva andare a una festa con i bambini da sua sorella e ogni volta che ci andavano, rincasavano molto tardi. Quindi, gli rispose:
-Va bene, ci troviamo alla porta alle sei e ci andiamo insieme.

Tommaso lo guardò un po? sorpreso, ma con un ampio sorriso che mostrava tutti i suoi bianchissimi denti.
-Non te ne pentirai!

Alle sei in punto partirono dal centro città, presero il tram e si diressero in periferia. Dopo qualche fermata, Tommaso gli fece un segno e con lo sguardo gli disse ?È qui?. Piero si rese conto che erano molto vicino a casa sua. Era la fermata seguente.

Un po? sospettoso, seguì Tommaso fino a l?entrata di un gran edificio che aveva un?insegna luminosa che diceva: ?Supermercato di sentimenti?. Rimase fermo, attonito, non sapeva cosa pensare. Dove lo aveva portato Tommaso? Era uno scherzo di cattivo gusto? E come mai non aveva visto quel cartello così grande e stridente da casa sua?

Prima di rendersi conto, Tommaso lo aveva già spinto all?interno. Era un solo spazio molto grande e molto ampio, con un mucchio di scaffali di metallo molto alti che contenevano milioni di flaconi di diversi volumi. Piero si sentiva perso, perfino un po? stordito. Continuava a non capire niente.

Tommaso si era perso in un corridoio, dunque Piero era da solo e non sapeva dove recarsi. Alla fine, si avvicinò a uno scaffale e lesse una delle etichette dei flaconi: Passione sfrenata. Sentì una stretta al cuore. Ne lesse ancora un?altra: Paternalismo. E un?altra: Paura...

Non poteva crederci. Quelli erano flaconi di sentimenti! Ce n?erano tantissimi, tutti disposti in ordine alfabetico. Era una cosa eccezionale, ma sconcertante. Chi vendeva quei sentimenti? Da dove li avevano presi? Quanto costavano?

In lontananza vide Tommaso che parlava in via amichevole con qualcuno. Si diresse verso lui per cercare di capire cos?era tutto quello.
-Non ti sembra incredibile? ?gli domandò Tommaso prima che Piero potesse dire niente.? Il primo giorno che sono venuto, non ho quasi dormito. Ma adesso che è la terza volta che ci sono venuto, mi sono abituato e ho già scelto qualche flacone. Tu cosa prendi?
-Ma Tommaso, mi puoi dire cos?è questo esattamente? Dove siamo e cosa fanno tutti questi flaconi qui.
-Non lo capisci Piero? È un supermercato di sentimenti. Qui si possono trovare tutti i sentimenti esistenti sulla faccia della Terra. Soltanto devi scoprire quello che ti manca di più e portartelo via. È il migliore regalo che ci avrebbero potuto fare. Approfitta dell?occasione.

Piero non poteva crederci. Quello era troppo per lui! Sconcertato e un po? spaventato, se ne andò senza dire niente al suo amico. Quella notte non dormì, come gli aveva detto Tommaso. Ma non solo fu quello. Da allora, ogni giorno quando tornava a casa dal lavoro, si fermava nella fermata seguente, passava davanti al supermercato di sentimenti, si fermava davanti alla porta, guardava l?insegna, osservava l?interno, ma non ci entrava mai. E così ogni giorno fino alla fine della sua vita.