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Bcn-it ( Barcellona)

BCN-IT.COM
Rivista virtuale e multimediale.
Pagina web di servizi e informazioni su Barcellona
e la Catalogna in italiano, catalano e castigliano.
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Programma radiofonico in lingua italiana che trasmette
da RADIO CONTRABANDA ( 91.4 FM ) Barcellona.

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Que es

Revista multimedia contemporánea en estilo italiano de Barcelona,

que quiere revelar al público local e internacional las tendencias culturales de Barcelona con una particular atención por la evolución de las costumbres y del lenguaje.
Al mismo tempo bcn-it se propone como punto de encuentro para los italianos y los italianófilos, para los enamorados de Barcelona y de Cataluña, para todo tipo de persona o institución interesada en la cultura mediterranea y latina.


Come si fa
La gestione contemporanea di svariate collaborazioni editoriali provenienti da località a volte lontane da Barcellona, unita alla complessità della comunicazione multimedia, multipiattaforma e multilingua, ha comportato la necessità di creare una redazione facilmente raggiungibile e gestibile da chiunque, ovunque si trovi.
È stata così realizzata una piattaforma informatica, raggiungibile via Internet, dotata delle seguenti caratteristiche:

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Links:

Creación del portal:

www.cyberblue.com.mx

www.multimediaal.com

Agradecimientos:

contrabanda
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Lino Graz
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me saca granos
creacions
1C1A
Sushi Kato

Sushi Kato

 

Titulos presentados en la revista:
(titoli presentati nella rivista)

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(titolo)
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(data)
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(categoria)
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texto
(testo)
La biblioteca dei sogni    Elisa Pellacani  2008-07-22  arte  esposizioni  "La biblioteca dels somnis"(La biblioteca dei sogni)
di Elisa Pellacani
galleria "Alea", calle Argenteria 66
fino al 30 d?agosto
catalogo in edizione limitata, edizioni "Consulta, libri e progetti"
www.aleagaleria.com

La biblioteca dei sogni

Piccoli libri-gioiello da portare e i personaggi di tanti racconti illustrati, in argento e oro.

Erano gli anni del liceo, delle traduzioni in greco e dei brani della letteratura italiana; penso sia stato allora che sono caduta, meraviglia di un?Alice nel paese di Reggio Emilia, dentro uno dei tanti libri su cui disegnavo, appuntavo, sognavo. I libri erano ?e hanno continuato ad essere per anni, quando gli studi universitari obbligano a una concentrazione che poco sa di reale- il contenitore di qualcosa che si portava con se?, una specie di borsa da viaggio piena di nozioni che si sarebbero sapute, un giorno; un tassello insignificante nel mondo del sapere a cui mancavano sempre i disegni giusti e che componevano, poco a poco, il puzzle delle proprie scoperte. Erano i viaggi, era la voglia di vedere davvero, con i propri occhi, quella favola reale che è il mondo: la prima mostra di fotografie, di ritorno dall?India, erano tutti scatti in bianco e nero, una caterva di pellicole, di donne velate nel sole, di cose straordinarie che avevo visto e che volevo raccontare. Le mostre hanno il vantaggio di obbligare al riordino di molte idee, ma lo svantaggio della precarietà, e l?occasione di stampare un catalogo fu la continuazione del mio precipitare, capitolo dopo capitolo, nell?universo dei libri: le mie foto potevano essere raccolte in uno spazio più maneggevole, più personale perché stavano raccolte sulle mensole di molti che la mostra non l?avrebbero mai vista. Pensavo a come moltiplicare in molte copie una sensazione, quella della carta baritata su cui stampavo in camera oscura, del quaderno di viaggio? Continuavo a precipitare senza neanche accorgermene. Quando fui alla Scuola di grafica di Venezia, il corso annuale di libro d?artista ?parola allora un po? strana ? riuniva persone che con percorsi diversi volevano dare alle loro idee forma di libro, e i metodi manuali dell?incisione, dell?inquadernazione liberavano la testa da preoccupazioni legate alla stampa in tipografia, a quella difficoltà di rendere bello "toccare" un libro una volta che fosse stampato. Poi vennero gli anni all?ISIA di Urbino, grande tradizione della progettazione editoriale, poi continuò ? e continua fino ad oggi ? una convinzione: che i libri siano un grande tesoro, e che siamo tanti, sono tantissimi, gli autori che hanno seppellito il loro, nei cassetti pieni di disegni, negli scritti fotocopiati, nelle pagine che si vorrebbero cucire insieme. Il ?Libro d?artista? ? territorio di sperimentazioni artistiche da sempre e percorso d?indagine inevitabile perché chiede una coerenza di estetica e contenuto, di sequenza, di ritmo ? altro non è che un progetto curato in tutte le sue parti, voluto dall?esigenza comunicativa di farsi sfogliare, leggere anche senza testi ma nell?uso di materiali, di tecniche più diverse: unisce la preziosità dell?unicum a una sua possibile riproduzione, perché se il progetto è ben fatto, se l?estetica traduce un concetto (o contenuto) e non è fine a se stessa, ci sono mezzi e possibilità che questo si riproduca senza perdere la sua bellezza. Questo è lo sforzo di una casa editrice piccola ma che desidera continuare ad occupare uno spazio nel bosco-delle-cose-belle, rendendone aperto l?accesso anche a chi un originale non lo possa o non lo riesca ad avere. Durante i corsi in cui insegno, di progettazione e costruzione di libri, nel Centro civico Pati Limona, nella Escola Massana, come questo attualmente in corso nel Taller Perill di Gracia, si fabbricano libri artigianali, ma l?intenzione della casa editrice a cui lavoro è quella di accostare ai volumi finora pubblicati almeno una parte di queste meravigliose opere uniche che tanti illustratori, gioiellieri, scrittori danno alla luce e poi vedono sbiadire nel silenzio. "La biblioteca dei sogni", in esposizione fino al 30 di agosto nella galleria Alea di Carrer Argenteria 66, è stata per me una necessità, quella di dare un corpo fisico al mio innamoramento di eterna studentessa, riunendo in libri piccoli ma preziosi come tutti quelli che vorrei avere e stampare, la biblioteca che negli anni è diventata troppo pesante e fragile al tempo stesso per seguirmi. Ho cominciato alcuni anni fa incidendo non su lastre di zinco ma d?argento, e riunendole, come a rendere eternamente riproducibile ogni pagina, in piccoli "libri" votivi. Gli acquarelli si sciolgono nelle piogge monsoniche, gli smalti no. Le idee volano ed è difficile afferrarle, il metallo costringe a renderle solide, immutabili. Nella Biblioteca dei (miei) sogni i personaggi diventano tridimensionali, per me abituata all?illustrazione bidimensionale, escono dai racconti per i quali sono stati pensati e fanno compagnia, appesi alla parete o nascosti nella tasca della giacca; i libri si aprono, svelano dettagli d?oro e parlano di quello che ognuno vuole, perché ci sono cose che non hanno bisogno di tante parole; si snodano perché avrei sempre voluto che i giocattoli non fossero solo per i bambini, e a tutte (o quasi) le bambine piacciono gli amuleti, le cose magiche e ?stavolta- uniche. Ringrazio Lali Mensa, che in un?estate di sogni malcelati mi invitò nella sua bella galleria, e Debora Walker, che ha reso irripetibile il giorno dell?inaugurazione suonando e cantando dal vivo pezzi appositamente da lei composti col suo inseparabile compagno, un violoncello viaggiatore come questa giovane grande artista che dall?Italia, alla Francia e oltre, sempre verso nuove frontiere, sta dedicando il suo talento a un?altra biblioteca dei sogni, fatta non di immagini ma di suoni.